Sicurezza
Dorme in auto davanti al Politeama
Striscione di protesta: arriva la multa da 150 euro
Mario Martignoni
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CARRARA. Da due notti dorme in macchina, davanti al Politeama: l'edificio dove ha casa e ufficio e in cui, dopo il rischio crollo, i lavori non sono ancora iniziati. Ieri è stato multato: una contravvenzione da 150 euro per aver esposto lo striscione: "175ª puntata. Politeama vergogna. La telenovela continua". Protagonista della vicenda Alessandro Iacopini (nella foto), l'uomo che ha deciso di dormire a bordo della sua auto posteggiata in piazza Matteotti, proprio di fronte al Politeama, l'edificio storico carrarese, dove al quinto piano ha il suo appartamento e gli uffici. Iacopini ha iniziato a dormire in auto e a trattenersi tutto il giorno in piazza in segno di protesta. Da circa 18 mesi lui, la moglie Barbara Berchino e la bimba di otto anni sono stati invitati dai carabinieri, per ordine del magistrato, a lasciare l'appartamento perchè quell'ala del palazzo è pericolante. «Dopo parecchi mesi che siamo fuori casa - tiene a sottolineare Alessandro Iacopini - visto che il palazzo è stato puntellato e mi è stato detto che stato messo in sicurezza, abbiamo il diritto di rientrare nella nostra casa. Inoltre ho notato che i lavori sono fermi da circa un anno per cui non conoscendo le condizioni dei pericolo, intendo tornare nel mio appartamento e nell'ufficio per riprendere il lavoro con mia moglie. Visto che nessuno si fa vedere, nè quelli della società Caprice, il sindaco Zubbani e il magistrato, titolare di questo caso, per protesta ho iniziato a dormire a bordo della mia automobile anche se alla notte sto soffrendo, per la temperatura sotto zero». «Questo pomeriggio sono arrivati i vigili urbani invitandomi a togliere lo striscione dove è visibile al Politeama - continua - Non l'ho tolto e così le guardie municipali mi hanno fatto il verbale. Una multa di 150 euro che devo pagare. Poi me ne faranno altre per occupazione di suolo pubblico. Non ho firmato e non ho ritirato il verbale. Vediamo come andrà a finire. Per concludere la novella, finirò in galera. Prima vorrei un incontro con il sindaco e un responsabile della Caprice».
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