Stinchi conservati male: assolta la Septemberfest
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CARRARA. Per quegli stinchi, uno die piatti più gettonati della Septemberfest, non c'era alcun problema. Il giudice Tori, nei giorni scorsi, ha assolto gli organizzatori della kermesse (assistiti dall'avvocato Luca Pietrini) dall'accusa di «cattiva gestione degli alimenti». La festa della birra era finita in tribunale. Sul banco degli imputati gli organizzatori per violazione della legge sulla conservazione degli alimenti. Tutto era partito da un'ispezione dell'Asl alla Septemberfest, tre anni fa. Nel mirino dei controlli sulle cucine della festa della birra finì la gestione degli alimenti. In particolare lo scarico, dai grossi container, del cibo utilizzato per la cucina tipica bavarese: dallo stinco fino al manzo, passando per i formaggi e lo speck. E il loro «trattamento». Quello che viene contestato, per fare chiarezza, è, ad esempio, la distanza della merce scaricata dalle celle frigo o la troppa vicinanza ai mezzi in movimento. Nel mirino degli ispettori era finita anche la cottura, o meglio la precottura di alcuni alimenti che venivano poi serviti ai tavoli della festa più affolllata dell'umo scampolo di estate apuana. Il tutto era quindi finito in un dettagliato verbale e, solo in un secondo tempo, divenuto il capo di imputazione nei confronti dei legali rappresentanti della Septemberfest srl. L'accusa era, appunto, quella di aver violato le leggi sulla conservazione degli alimenti.
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