Sicurezza
Siete sfollati? Pagatevi l'albergo
Gabriele Dini
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Una delle frane causate dal maltempo2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Sfollati due volte e arrabbiati. Sale la protesta tra le persone che sono state evacuate dopo le frane di inizio novembre. Molte famiglie nei giorni scorsi hanno ricevuto lettere firmate dal settore protezione civile del Comune in cui si spiega che devono lasciare gli alberghi dove sono stati sistemati perché i soldi messi a disposizione dalla Regione sono finiti. Ma per molti è difficile trovare entro pochi giorni una nuova abitazione in affitto.
Anche perché, secondo quanto viene denunciato anche dal vice-sindaco Martina Nardi, alcuni proprietari (o agenzie immobiliari) starebbero cercando di approfittare delle situazione. I casi di famiglie in difficoltà sarebbero almeno una decina. Tutte hanno ricevuto le stesse lettere inviate dal Comune in cui si parla della fine del periodo di emergenza di 30 giorni riconosciuto dalla Regione. Il freddo linguaggio burocratico parla chiaro. «Da verifiche effettuate - si legge nel documento - risulta che la permanenza alberghiera a carico della Regione è terminata il giorno 02/12/2010». La lettera indica poi che l'amministrazione comunale «ha stabilito di farsi carico dei giorni seguenti fino al giorno 5/12/2010». Poi, a partire da domani, le famiglie sono invitate a lasciare le strutture ricettive - in questo caso Turimar e albergo Annunziata - perché altrimenti dovranno pagare di tasca propria. «Ci hanno informato troppo tardi - protestano alcuni sfollati della Turimar - e adesso è difficile trovare un'altra sistemazione». Qualcun altro si lamenta di trovarsi in una situazione paradossale. «Da qui dovremmo andarcene - protesta una famiglia di Romagnano - e ci è stato detto a voce che forse potremmo tornare a casa. Ma nessuno ci ha dato un permesso scritto. Non non sappiamo come muoverci». Una donna sventola i fogli del Comune che il 4 novembre obbligarono le famiglie a lasciare le loro case. «C'è scritto - fa notare la signora - che la nostra casa è inagibile e che in caso di trasgressione saremmo responsabili civilmente e penalmente per eventuali danni. Senza una nuova dichiarazione ufficiale in casa non possiamo tornarci. Non sappiamo cosa fare». Per molte altre persone l'unica soluzione è trovare una casa in affitto. Comune e Regione hanno assicurato contributi per l'affitto fino a 600 euro. Ma purtroppo è difficile trovare sistemazioni in tempi brevi e che rientrino nel budget. Le difficoltà vengono confermate dal vice-sindaco Martina Nardi. «Abbiamo chiesto a tutte le agenzie immobiliari del territorio di collaborare - spiega la Nardi - ma gli evacuati protestano. In molti casi sono stati chiesti 4-5 mesi di caparra. Oppure i canoni offerti superano gli 800 euro. Mi sembra un comportamento scorretto e poco solidale. Lancio un appello a tutti i proprietari di case: aiutate questi cittadini sarà il Comune a pagare per loro».
Anche perché, secondo quanto viene denunciato anche dal vice-sindaco Martina Nardi, alcuni proprietari (o agenzie immobiliari) starebbero cercando di approfittare delle situazione. I casi di famiglie in difficoltà sarebbero almeno una decina. Tutte hanno ricevuto le stesse lettere inviate dal Comune in cui si parla della fine del periodo di emergenza di 30 giorni riconosciuto dalla Regione. Il freddo linguaggio burocratico parla chiaro. «Da verifiche effettuate - si legge nel documento - risulta che la permanenza alberghiera a carico della Regione è terminata il giorno 02/12/2010». La lettera indica poi che l'amministrazione comunale «ha stabilito di farsi carico dei giorni seguenti fino al giorno 5/12/2010». Poi, a partire da domani, le famiglie sono invitate a lasciare le strutture ricettive - in questo caso Turimar e albergo Annunziata - perché altrimenti dovranno pagare di tasca propria. «Ci hanno informato troppo tardi - protestano alcuni sfollati della Turimar - e adesso è difficile trovare un'altra sistemazione». Qualcun altro si lamenta di trovarsi in una situazione paradossale. «Da qui dovremmo andarcene - protesta una famiglia di Romagnano - e ci è stato detto a voce che forse potremmo tornare a casa. Ma nessuno ci ha dato un permesso scritto. Non non sappiamo come muoverci». Una donna sventola i fogli del Comune che il 4 novembre obbligarono le famiglie a lasciare le loro case. «C'è scritto - fa notare la signora - che la nostra casa è inagibile e che in caso di trasgressione saremmo responsabili civilmente e penalmente per eventuali danni. Senza una nuova dichiarazione ufficiale in casa non possiamo tornarci. Non sappiamo cosa fare». Per molte altre persone l'unica soluzione è trovare una casa in affitto. Comune e Regione hanno assicurato contributi per l'affitto fino a 600 euro. Ma purtroppo è difficile trovare sistemazioni in tempi brevi e che rientrino nel budget. Le difficoltà vengono confermate dal vice-sindaco Martina Nardi. «Abbiamo chiesto a tutte le agenzie immobiliari del territorio di collaborare - spiega la Nardi - ma gli evacuati protestano. In molti casi sono stati chiesti 4-5 mesi di caparra. Oppure i canoni offerti superano gli 800 euro. Mi sembra un comportamento scorretto e poco solidale. Lancio un appello a tutti i proprietari di case: aiutate questi cittadini sarà il Comune a pagare per loro».
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