Gioco
In giuria Oliviero Beha, ieri la cerimonia di premiazione
Le emozioni dei disabili illuminano il premio letterario "Fantastichandicap"
Sonia Caleo
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Un momento della cerimonia 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Le emozioni dei diversamente abili attraverso le parole. È il leit motiv del premio nazionale letterario Fantastichandicap - organizzato dal Centro Documentazione Handicap (Cdh) - giunto quest'anno all'VIII edizione. Alla cerimonia di premiazione, avvenuta ieri pomeriggio nella sala di rappresentanza del Comune, erano presenti in molti: dal primo cittadino, Angelo Zubbani, ai membri della giuria, presieduta dal noto giornalista Oliviero Beha. «Molti pensano di rispondere alla disabilità - dichiara il sindaco - pensando al problema dell'assistenza. E non molti, invece, vanno a ricercare la ricchezza di questa dimensione diversa. Questo premio vuole abbattere le frontiere tra normali e diversamente abili e lo fa sorridendo». Il concorso, nato otto anni fa dalla mente speciale di Silvia Tamberi, coordinatrice del Cdh, vuole tenere accesa l'attenzione sulla vita di persone che, per certi aspetti, divergono dai"normali". «Un grazie particolare - dice il presidente del Cdh, Imo Furfori - va alla dottoressa Tamberi che ha ideato il premio e, se non ci fosse lei, il centro potrebbe anche chiudere». A dimostrare il valore letterario del progetto è anche la coinvolgente partecipazione del giornalista Oliviero Beha che ha voluto sottolinearne il valore umano: «Se ho capito bene oggi verranno accese le luminarie natalizie di questa città. Beh un premio come questo è come accendere una luce ed illuminare una situazione su persone diversamente abili, che però sono abili nel pensare e maneggiare le parole». Due le categorie in gara: adulti e giovani. Il 1º posto, della sezione adulti, va a "Mai bello come me" di Sandra Frenguelli, seguito da "Il rosso non ti dona" di Angela Migani, mentre al terzo posto "Il buio", di Maricla di Dio. Per la sezione giovani, invece, il primo premio va a "Luca arrivò in casa" di Francesca Danese, mentre secondo classificato è "Il difficile viaggio dalla cucina al salotto" di Giulia Vannucchi. La profondità e la bellezza di questi racconti, scritti da disabili di tutta Italia, ha lasciato emozionati gran parte dei presenti e ha fatto nascere una nuova proposta: «Perchè non pubblicare questi testi - suggerisce la giurata Cristina Lorenzi - e portarli nelle scuole? Per i bambini venire a contatto con il diverso è e sarebbe certamente una crescita». E la voglia di portare il tema dell'handicap all'interno degli istituti scolastici è stata dimostrata da un progetto, nato a quattro mani tra l'amministrazione ed il Cdh, e presentato proprio ieri dall'assessore alla cultura, e vicepresidente della giuria, Giovanna Bernardini: «Quest'anno, insieme a Silvia Tamberi, abbiamo pensato per la giornata della memoria di porre l'attenzione sull'handicap, perchè è una parte dell'olocausto che spesso viene dimenticata e di creare così un ponte con le scuole per approfondire questo tema poco toccato».
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