La manifestazione
Intermarine, a Natale 25 licenziamenti
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Scorcio dei cantieri navali di Intermarine Drammatico annuncio della direzione del cantiere navale
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SARZANA. «Siamo rimasti spiazzati dalla comunicazione che ci è stata fatta delle 25 procedure di mobilità che Intermarine vuole attivare. Abbiamo già chiesto un incontro con urgenza, e lo rifaremo anche lunedì, con i vertici aziendali per capire bene i tempi, le modalità e chi sia interessato da questa procedura. Certo questa notizia aggiunta alle oltre 800 unità interessate dagli ammortizzatori sociali, complica non poco la situazione lavorativa in Val di Magra». Così Luca Comiti, segretario della Camera del Lavoro di Sarzana, all'indomani della pessima notizia che arriva dal cantiere sarzanese di Intermarine (fondato nel 1970 e dal 2002 fa parte del gruppo Rodriquez Cantieri Navali spa). «Circolavano voci su una possibile richiesta ma non c'era nulla che faceva intravvedere una richiesta così numericamente rilevante - continua Comiti - vogliamo anche sapere quale settore di occupati sarà interessato anche se noi pensiamo che si tratterà di operai. Ci attiveremo in ogni modo per capire cosa sta succedendo e per dare risposte ai lavoratori, sia per capire fino a che punto il provvedimento sia definitivo e ridurre al massimo il numero degli interessati». Questa vicenda va ad appensantire una situazione che è già oggi allarmante: oltre 800 persone sono interessate dagli ammortizzatori sociali (leggi cassa integrazione sia ordinaria che straordinaria), nessuna nuova opportunità di sviluppo all'orizzonte, progetti importanti (vedi Marinella) in fase di stallo. Per la Val di Magra il 2011 all'orizzonte si sta colorando di nero. «Effettivamente la crisi non è passata per nulla: è aumentata la cassa integrazione in deroga ovvero quella che va oltre l'ordinaria o che interessa settori che nona vevano altri ammortizzatori. Per cui non vediamo a breve un cambiamento di indirizzo. Noi stiamo cercando però di aprire nuovi scenari - conclude Comiti - recentemente abbiamo organizzato un convegno per mettere in luce le aree dismesse che possono essere un volano per ripartire. Non possiamo aspettare oltre anche perché la disoccupazione è in doppia cifra. Così non si può andare avanti. Bisogna che gli spazi disponibili artigianali e produttivi vengano utilizzati, che finalmente si parta con i grandi progetti come ad esempio il Progetto Marinella. Ecco anche su questo concentreremo la nostra battaglia: il progetto Marinella è il fiore all'occhiello della nostra area e deve avere gambe per andare avanti».
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