Il dolore
«Tagli? No, solo riorganizzazione»
Chiara Sillicani
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LA COMMISSARIA. Maria Teresa De Lauretis La commissaria spiega le prime mosse per contenere le spese nel 2011
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MASSA. Ormai, all'ombra della Apuane, quando pensi all'Asl la prima idea che ti balena nella mente non è un letto d'ospedale o un camice bianco. All'azienda sanitaria associamo ben altri concetti: i soldi (che mancano) e i tagli (che rischiano utenti e lavoratori). E anche sostituendo il verbo "razionalizzare" a quello più preoccupante "tagliare" la situazione non cambia. A far luce sul duro lavoro che spetta all'Asl è la commissaria, Maria Teresa De Lauretis. È lei a spiegare i primi passi che l'azienda dovrà compiere per camminare sulle sue gambe. L'entità del buco ufficialmente non è ancora stata accertata, come si sta muovendo l'Asl in questa fase? «Come le altre aziende sanitarie - spiega la commissaria - lavoriamo alla stesura del bilancio preventivo per il 2011. Certo sarà un bilancio che dovrà farsi con risorse contenute. Per questo dobbiamo capire dove è possibile razionalizzare. Ci incontreremo con i capi di dipartimento - spiega come si mette a punto il bilancio di previsione - per poter definire una programmazione. Un iter normale che proseguirà con la trattativa di budget». Insomma, per stendere il bilancio l'Asl deve capire di cosa hanno bisogno i vari dipartimenti e quante risorse può concedere a ciascuno di loro. La nostra azienda ha costi più alti di altre per la presenza di 4 ospedali di cui due, a Massa e Carrara, a distanza di sei chilometri? «È chiaro - sintetizza - che non è un caso se si prevede la realizzazione di un ospedale unico. Basti pensare ai due pronto soccorso: chiaramente sono un costo. Se ce ne fosse uno, magari con più personale, certo si risparmierebbe. Ma questo è un problema che si risolverà con la realizzazione del nuovo ospedale». Allora che tipo di razionalizzazione state prendendo in considerazione? «Lo scopo è garantire gli stessi servizi a costi minori». A cosa pensate concretamente? «Ci sono aspetti che stiamo valutando, in particolare riguardo alla razionalizzazione dei reparti, all'organizzazione delle degenze e delle sale operatorie». Può spiegarci meglio di cosa si tratta? «C'è già un percorso in atto nell'azienda apuana. Il piano sanitario regionale prevede la riorganizzazione per intensità di cura (per gravità del paziente ndr) e in questa direzione l'Asl 1 ha fatto dei passi. Dobbiamo pensare alla divisione delle degenze in due grandi aree, la medica e la chirurgica (in cui stanno i pazienti operati ndr). Ciascuna di queste poi sarebbe divisa in livelli di intensità (a seconda della gravità del paziente ndr). Se un infermiere per intensità più bassa può assistere dodici pazienti, per intensità alta ne segue 4». Insomma, i nostri ospedali sono organizzati in gran parte per reparti e il passaggio al nuovo sistema permetterebbe di razionalizzare lavoro, costi e personale. «Ma - aggiunge la commissaria - su questi aspetti sarà aperto il confronto con i sindaci e con i sindacati. Il loro ruolo è fondamentale, lo ribadisco». E sul tema assunzioni? «La questione riguarda soltanto gli oss (operatori sanitari ndr). Non si tratta - puntualizza - di assunzioni perchè i 130 posti erano già occupati. Da novembre a metà gennaio i contratti scadono, abbiamo già riconfermato i due terzi di quegli operatori, stiamo valutando il da farsi per i rimanenti». Gli ospedali, dicevamo all'inizio: in Lunigiana ce ne sono due. Mai state in ballo eventuali chiusure? «No, assolutamente. Questa possibilità non è in discussione. Anche in questo caso dovremmo puntare sulla migliore organizzazione. A Fivizzano ci sono medicina e pneumologia, i due reparti potrebbero essere riuniti in un'unica area. Su altri aspetti dobbiamo ancora confrontarci». Un'ultima domanda, sarà lei il nuovo direttore? «Niente è deciso, per ora nessuna novità».
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