Il Tirreno

La scuola? Sta su con lo scotch

Claudio Figaia
Il corteo degli studenti che ieri mattina ha attraversato la città
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Il corteo degli studenti che ieri mattina ha attraversato la città

Quasi in mille in piazza contro la Gelmini e per aule decenti

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MASSA. La leggenda della parete tenuta in piedi dalle chewing gum degli studenti e la palestra con un canestro solo; le porte anti-panico che se ne apri una, non puoi aprire l'altra (e allora il panico ti viene davvero) e il corso di restauro tenuto da un docente di scultura «tanto è del "ramo", di cosa vi lamentate». E poi storie di gabinetti inutilizzabili, aule sovraffollate, tagli a laboratori, a corsi supplementari. È lungo, sconcertante e a tratti incredibile l'elenco delle cose che non vanno nelle scuole cittadine.  A redigerlo sono gli stessi studenti, che ieri sono tornati in piazza per gridare "no" alla riforma Gelmini, ma anche per richiamare l'attenzione sui problemi dei loro istituti. Che non sono pochi. Via Blocco studentesco. Al corteo promosso dai ragazzi dell'Alberghiero ma a cui hanno aderito quasi tutti gli istituti cittadini erano quasi in mille. La manifestazione città è stata segnata da qualche momento di tensione quando un gruppetto di ragazzi di Blocco studentesco - formazione di destra - ha cercato di inserirsi nel corteo. Gli studenti li hanno però respinti: «Questa è un'iniziativa a-partitica, non vogliamo strumentalizzazioni politiche. Se volete stare in corteo, via quegli striscioni». Dopo accese discussioni e qualche spintone, i ragazzi di Lotta studentesca - una ventina - hanno abbozzato: si sono messi in coda al corteo principale, separati da un cordone di polizia. Autogestione. Intanto, la protesta si allarga: all'autogestione dell'Alberghiero - indetta per protestare per la indicibile vicenda delle cucine che ancora oggi non funzionano - si sono aggiunte quelle dei ragazzi del Toniolo (Geometri e Ragionieri). Anche loro alle prese con svariate magagne che - a fine manifestazione - una delegazione di studenti ci ha riferito. Eccole.  No valvola, no cucina. «I nostri problemi sono ben noti - dice Gian Marco Borsalino dell'Alberghiero - basti dire che, ad oggi, le cucine non sono ancora funzionanti. Pare manchi una valvola...». Porte sbagliate. E poi, aggiunge il giovane, «hanno perso una settimana per cambiare le porte antincendio: le avevano montate in modo che se ne aprivi una non potevi aprire quella vicino». Wc inutilizzabili. «Siamo da tre giorni in autogestione contro la riforma Gelmini, ma abbiamo anche problemi interni piuttosto seri - dice a nome dei compagni Federico Cagetti del Toniolo - abbiamo tante belle macchinette per il caffè e gli snack, ma le finestre le dobbiamo chiudere con lo scotch, la palestra è a dir poco malsana, molti wc sono inutilizzabili». Palestra a un canestro. «Qui al liceo classico dal punto di vista dell'edilizia scolastica stiamo forse meglio di altre scuole», dice Matteo Mercanti rappresentante del consiglio d'istituto, «ma è crollata una parete degli spogliatoi della palestra. Così hanno dovuto togliere un canestro...». Ma hanno tolto anche (effetto Gelmini) «corsi di musica, iniziative di orientamento. Una scuola più povera». Officine all'amianto. Dice Matilde Orrico rappresentante d'istituto dell'Itis Meucci: «Problemi tanti, risorse poche. Il tetto del laboratorio - ad esempio - è di eternit, materiale vietato e nocivo. Per sostituirlo servono 700mila euro, più di tutte le risorse che la Provincia ha per tutte le scuole». Assemblee impossibili. «Non abbiamo spazi per le assemblee o per altre iniziative che coinvolgano tutti gli studenti - denuncia Gian Marco Ceccotti dello Scientifico Fermi - dobbiamo fare assemblee spezzate di tre-quattro classi per volta. Abbiamo chiesto spazi al Comune, ci hann risposto che il palazzeto è da demolire, il teatro Guglielmi è inagibile...». Il neon cade sui ragazzi I problemi del polo artistico Palma? «Manca una palestra, in alcune aule ci sono infiltrazioni d'acqua e, ah già, l'anno scorso una lampada al neon è caduta sulla testa di un ragazzo. Basta a illustrare in nostri problemi?» dice Andrea Alberici dell'istituto d'arte. Restauro o scultura? All'Artistico di Carrara, invece, tra i corsi tagliati c'è quello di restauro: «Il docente non c'è più, ne hanno mandato uno di scultura, dicendo che tanto sempre di materia artistica si tratta...».

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