Il Tirreno

Ex secondino prende a randellate la vicina di casa

L’avvocato Roberto Magnavacca
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L’avvocato Roberto Magnavacca

Si era invaghito dell'amica che abitava insieme a lei

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 AULLA. Lui, guardia carceraria 60enne in pensione, si era invaghito della vicina di casa, poco più che trentenne. Avrebbe voluto darle qualche passaggio in macchina, farle alcuni lavoretti in casa. Insomma, rendersi utile e conoscerla meglio.  Ma, a disturbare i suoi progetti di corteggiamento, c'era l'amica di lei. Quella con cui divideva la casa (e le spese) e che, molto probabilmente l'aveva messa in guardia sulle intenzioni del vicino così premuroso.  Fatto sta che l'uomo ha cercato la strada più breve per mettere da parte l'amica e avere, di conseguenza, il campo libero.  Usando metodi- sempre secondo quanto riferito dall'accusa in tribunale a Pontremoli - non certo «normali».  Prima avrebbe cominciato a spaventarla, facendole addirittura trovare delle casse da morto davanti alla porta di casa. Disegnandole delle croci sul muro e lasciandole davanti all'ingresso dei mucchi di cenere. Ma anche con una serie di dispetti: come ad esempio danneggiamenti all'auto posteggiata sotto casa.  Ma, il piano non ha funzionato. La donna, che adesso ha trascinato in tribunale il vicino di casa, è rimasta lontana dal paese per una decina di giorni. Ma, dopo, è rientrata. Questo avrebbe potuto far infuriare l'uomo che, magari, avrà creduto di essersene liberato per sempre.  E così, un giorno, colto dall'esasperazione ha pensato di passare ai fatti: si è appostato sotto casa e ha preso a randellate la donna 35enne, amica della coetanea su cui avea messo gli occhi. L'ha colpita più volte con un bastone: costringendola a ricorrere alle cure mediche. Al Pronto soccorso le hanno rilasciato un rferto di 15 giorni: e in tribunale la donna ha ricordato di aver avuto per parecchio tempo la faccia quasi sfigurata, gonfia e tumefatta a causa dei colpi.  La donna ha sporto denuncia e così il 60enne ora si trova sotto processo per lesioni e minacce. Sì perchè una quindicina di giorni dopo l'aggressione, l'uomo l'avrebbe minacciata dicendole: «Prima o poi ti uccido».  E così la vicenda ha avuto un epilogo nell'aula giudiziaria del tribunale di Pontremoli dove ieri è stata sentita la donna assistita dal legale Roberto Magnavacca.  La donna ha ricordato i fatti e alla domanda diretta del giudice Rapelli, su quale secondo lei avesse potuto essere il motivo scatenante di questa furia, ha ipotizzato che il vicino di casa- a suo parere - si era invaghito della sua amica. E, non riuscendo ad avvicinarla se l'era presa con lei. Fino a prenderla a bastonate. E dopo questo episodio lei si era decisa a sporgere denuncia. A.V.

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