Finanza
La sentenza. Udienza drammatica davanti ai familiari in Corte di Assise di Appello a Genova
Confermato l'ergastolo
Alessandra Vivoli
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Nicu Ganceanu il rumeno condannato allergastolo Uccise la moglie a coltellate, nessun sconto in appello
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SARZANA.Uccise la moglie a coltellate, nel patio di una villetta a Sarzanello dove la donna lavorava come badante. Ieri la Corte di Assise di Appello di Genova ha confermato l'ergastolo per il 49enne rumeno Nicu Ganceanu. I giudici hanno, in sostanza, posto il diniego alle attenunati generiche e hanno confermato la capacità di intendere e di volere dell'uomo al momento del delitto. Nicu Ganceanu dovrà scontare l'ergastolo. È questo che ha stabilito la Corte di Assise di Appello di Genova presieduta dalla dottoressa D'Angelo, con a latere il dottor Merlo e sei giudici popolari. In aula i figli e la sorella della vittima. È stata un'udienza tesa quella di ieri mattina a Genova. Erano presenti, per le parti civili, uno dei figli della vittima, Marianu (assitito dall'avvocato Giulia Feliciani). La sorella Ionela (rappresentata dal legale Valetina Antonini), in avanzato stato di gravidanza si è fatta giustificare dal suo avvocato con la Corte per l'assenza: il medico le ha, come ha spiegato il legale, impedito di sottoporsi a questo stress. C'era anche la sorella di Maria, la 48enne uccisa a coltellate, Ana, assistita dall'avvocato Roberta Fiorella. Il pm Gastaldi, ad apertura dell'udienza si è soffermato sulla sussitenza della premeditazione e delle aggravanti dei motivi «abbeitti e futili». L'avvocato Antonini ha insistito su quello che è stato un po' lo scontro dell'appello (visto che la difesa aveva annunciato l'intenzione di chiedere una nuova perizia): ossia la capacità di intendere e volere del Ganceanu al momento del delitto. Sottolineando anche che lo aveva addirittura programmato. L'avvocato Feliciani: una persecuzione di anni, finita con la morte. Ha ricostruito una storia di dolore l'avvocato Giulia Feliciani (che rappresenta il figlio della vittima). Un matrimonio fatto di violenza e botte, e una persecuzione cominciata già nel paese di origine dei coniugi, in Romania. «La donna era fuggita in Italia per allontanarsi dal marito - ha ricordato il legale - Ma il suo carnefice l'ha raggiunta, nel 2007 e ha ricominciato a minacciarla e vessarla». «L'omicidio - ha messo in evidenza l'avvocato di parte civile - è stato l'epilogo di una storia drammatica: le violenze non avvenivano solo a carico della moglie, ma anche dei figli, dei rispettivi coniugi e della cognata». Una vicenda di dolore da cui Maria pensava di essersi liberata quando aveva trovato lavoro nella casa di Sarzanello. Dove invece è stata uccisa. L'avvocato Feliciani ha inoltre ribadito che: «Da parte del Ganceanu non c'è mai stata una parla di rimorso o di pentimento. E non si è neppure preoccupato di riscarcire in alcun modo i figli». Confermato l'ergasotolo. Al termine di una mattinata intensa la Corte di Assise di Appello ha confermato la sentenza di ergastolo, già emessa in primo grado nel dicembre scorso. Il rischio, in caso fossero state accettate le generiche era di una riduzione della condanna a 24 o 28 anni. «È una conferma giusta e che auspicavamo - commentano i legali Feliciani e Antonini - Codice alla mano i capi di imputazione a carico del Ganceanu erano gravissimi: non solo l'omicidio volontario aggravato, ma anche maltrattamenti in famiglia e violenza privata».
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