Il Tirreno

«Come una bomba atomica», paura sull'Aurelia

La casa colpita dal fulmine, Nicoletta Boggia e sotto il sindaco di Ortonovo
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La casa colpita dal fulmine, Nicoletta Boggia e sotto il sindaco di Ortonovo

Casa colpita dal fulmine: sotto choc la famiglia Boggi. Danni anche ai vicini

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CARRARA. «Una bomba, mai sentito un rumore così». Una famiglia viva per miracolo. Sotto choc i vicini di casa di Dino Boggia di 87 anni, della moglie Riva Devoti di 85 e della figlia Nicoletta di 59. La loro casa, sulla via Aurelia nel nostro Comune, a un centinaio di metri dal confine con Ortonovo, l'altra notte verso le 21,30 è stata colpita in pieno e devastata da un fulmine. Il fulmine, ha reso temporaneamente inagibile la casa (e l'altra notte ha destato anche qualche preoccupazione sulla vicina linea ferroviaria): ora la famiglia Boggi, è ospitata in casa del fratello della signora Riva, Vado Devoti di 83 anni che ieri mattina ripeteva, costernato: «E stato come sentire una bomba atomica», mentre erano in corso accertamenti tecnici alla casa.  La signora Nicoletta Boggia, insegna alle medie di Isola di Ortonovo. Ieri mattina, ancora molto scossa per l'accaduto, ha raccontato: «L'altra sera stavo preparando il materiale per recarmi il mattino a scuola, quando si è sentito un boato. Un colpo tremendo, non sapevo cosa fosse, ho chiamato alcuni parenti con il telefonino, ma loro erano già fuori della mia casa, e ho saputo poi che mi chiamavano ma non sentivo dall'interno». Poi è uscita. E si è resa conto del disastro, ma ancora deve verificare i danni: «Tutti gli impianti elettrici sono saltati, il tetto è da rifare».  Lo zio Vado Devoti che abita a un centinanio di metri, è costernato: «Avevano finito da poco di fare alcune sistemazioni all'interno. Per via del fulmine, tutte le lampade sono scoppiate, l'impianto elettrico è bruciato, il tetto è bucato, molte tegole sono cadute giù». Secondo una prima ricostruzione del fatto, il fulmine ha colpito la lunga antenna sul tetto, scaricandosi lungo la canala dell'acqua, e poi dal terreno erboso davanti alla casa, è entrato nella centralina del gas metano, incendiandolo.  Umberto Antoniotti, di 67 anni, uno dei vicini, racconta che anche la sua abitazione ha subito danni, a causa del fulmine. E qualcuno parla addirittura di due saette, una a pochi istanti dall'altra. «In casa mia - dice Antoniotti - mi sono bruciati tre televisori e due caldaie. Ho sentito come una bomba, è saltata la corrente elettrica, dalla finestra ho visto piovere calcinacci... erano i pezzi del tetto della casa del mio vicino. Io e mia moglie siamo usciti fuori, abbiamo visto le fiamme sulla centralina del gas, alte cinque o sei metri, ho chiamato il 112. Poco dopo sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri. In un primo tempo non sapevamo se la famiglia Boggia era ancora in casa, poi è uscita la figlia. Stavano tutti bene». Un altro amico dei Boggia, Settimo Baldini di 79 anni, nato a Fossone e residente a Ortonovo abita a un chilometro da dove è piombato il fulmine: «L'ho sentito, io e mia moglie abbiamo subito staccato la corrente elettrica. Sembrava un terremoto».  Giovanni Serra che ha un'impresa edile, conosce la famiglia: «Mi hanno chiamato, ho visto com'è ridotta dentro la casa, un disastro. L'altra notte siamo entrati con una pila, le cassette elettriche sono bruciate, il contatore praticamente non esiste più, il tetto è bucato in più punti, dentro la casa ora ci piove, i solai si riempiono di acqua. Credo che ci vorranno alcuni mesi prima che l'abitazione sia di nuovo agibile».  Sul posto è arrivato ieri anche il sindaco di Ortonovo, Francesco Pietrini: «La casa è a due passi dal mio Comune, sono venuto a portare la mia solidarietà».

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