Il Tirreno

Troppi debiti, arrivano i pignoramenti

Troppi debiti, arrivano i pignoramenti

I fornitori: non porteremo via macchinari, solo soldi

3 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. I creditori dell'Asl battono cassa: vogliono i loro soldi. E non se la sentono di fare sconti. Questo ormai è assodato. Ma la novità è che tra quelli che dicono "no" alla transazione proposta dall'azienda, ci sono anche ditte che avevano già fatto valere i loro diritti in sede legale. E che adesso hanno tra le mani decreti ingiuntivi esecutivi.  Decreti e pignoramenti. In parole semplici, il decreto è l'atto con cui il giudice ordina al debitore, in questo caso l'Asl, di pagare. Ma c'è di più perché all'obbligo del pagamento si accompagna anche l'indicazione di un termine entro il quale i soldi devono passare nelle mani dei creditori. E se, alla scadenza di quel termine, il pagamento non è avvenuto, si può procedere al pignoramento. I decreti sarebbero oltre 50 e sarebbero partiti anche i pignoramenti. E qui la questione si fa più complessa. Perché i fornitori hanno preferito evitare il pignoramento di beni e hanno bussato alle porte della Tesoreria dell'Asl. Vale a dire della banca a cui l'azienda ha affidato i soldi e a cui dà poi mandato di pagamento (ad esempio per gli stipendi). I fornitori che hanno fatto causa sono parecchi, qualcuno vocifera di centinaia di decreti. Paolo Pasquali, avvocato carrarese, è uno dei legali a cui si sono affidati i creditori. È lui a spiegare che l'etica ha impedito di procedere al pignoramento di beni: «Non ci è parso il caso visto la delicatezza della situazione e - aggiunge - il pignoramento di beni immobili è molto più complesso». Insomma, pensare di portare via un macchinario - al di là del diritto - è parso davvero inopportuno. Così la scelta è stata il pignoramento verso terzi, appunto la Tesorieria (banca) che ha denaro dell'azienda sanitaria. La normativa prevede però che intervenga il giudice: deve sapere quanti soldi ha in disponibilità la Tesoreria e stabilire la data in cui passeranno nelle mani del creditore. Ma siamo al conto alla rovescia. I pignoramenti sono al via.   Comitato in piena attivita'. Gianni Musetti, consigliere comunale a Carrara per la Destra, è il promotore del comitato che riunisce i fornitori contrari alla transazione: «Le prime cause sono partite 8 mesi fa, ben prima del commissariemento tanto che esistono decreti ingiuntivi esecutivi. Ma anche chi ha vinto in sede legale ha nuovamente accumulato crediti nei confronti dell'azienda sanitaria. Anche le fatture più recenti non sono state pagate». Poi da Musetti arriva una proposta: «Vogliamo un dibattito pubblico. Sindaci, presidente della Regione, commissaria, sindacati e creditori, tutti in una unica sala, che sia un cinema o un teatro, che sia all'aperto o al chiuso, tutti devono venire a dire la loro e a certificare le rispettive responsabilità».   Interviene Confartigianato. Preoccupazione per il destino delle imprese fornitrici anche da Confartigianato. Il segretario generale Gianfranco Oligeri ha, infatti, scritto una lettera al presidente della Provincia Osvaldo Angeli.  «Dobbiamo prendere atto di un percorso irrituale prospettato dall'Asl. Non intendendo, come Confartigianato, assecondare questo meccanismo perverso che danneggia le imprese nel profitto e nell'immagine, esprimiamo la nostra perplessità». Oligeri chiede quindi un tavolo cui partecipino Asl, Regione ed enti locali perché «le istutuzioni appoggino le imprese». C.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa