Il Tirreno

«I conti? Per quelli la Regione ci premiò»

Chiara Sillicani
<b>IN ATTESA.</b> Pazienti in coda al Cup del distretto in via Bassa Tambura
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IN ATTESA. Pazienti in coda al Cup del distretto in via Bassa Tambura

Delvino: ci eravamo fatti bastare i finanziamenti anche se erano sottostimati

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 MASSA. Antonio Delvino ha chiarito le sue intenzioni più volte. Si considera un capro espiatorio e d è pronto ad affidarsi alla giustizia (civile). Non solo vuole essere reintegrato nelle sue funzioni, ma avanza anche una richiesta di risarcimento per danni di immagine. Ora - contattato - interviene su una questione delicata. Quella dei finanziamenti destinati dalla Regione alle aziende sanitarie e all'Asl 1 in particolare. Un tema sollevato qualche tempo fa da Marco Carraresi, consigliere regionale dell'Udc e membro della commissione sanità. Per Carraresi, infatti, «ci sono casi in cui le assegnazioni iniziali (fatte, appunto ad inizio anno ndr) sono sotto stimate rispetto al fabbisogno dell'azienda». E citava come esempi l'Asl di Prato, quella di Firenze e la nostra.  Ora, raggiunto telefonicamente, Delvino spiega il suo punto di vista. E aggiunge una precisazione: «I finanziamenti che avevamo erano sotto stimati, ma nonostante ciò cercavamo di farci bastare i soldi. Motivo per cui, per ben due anni, siamo stati premiati dalla Regione».  Si è parlato di finanziamenti regionali sotto stimati per la nostra Asl...  «È così - sintetizza Delvino - e la cosa è stata riconosciuta anche dalla Regione durante un incontro a Firenze, nel luglio. Ricordo che sorrisi dicendo che allora sapevano bene che dovevamo fare i conti con grandi sacrifici».   Finanziamanti sotto stimati rispetto alla presenza nel nostro territorio di 4 presidi ospedalieri?  «Ospedali a parte, il finanziamento era sotto stimato semplicemente in relazione alla popolazione».  Quindi come avreste fatto ad andare avanti?  «La configurazione dei costi fornita dagli uffici mi tranquillizzava, mi faceva desumere che l'andamento dei conti era positivo. In decine di incontri - ricorda - ammettevo che c'erano sacrifici da fare, ma, a fronte di una buona gestione, riuscivamo a fare investimenti. Vede, - chiarisce l'ex direttore - la gestione di un'azienda sanitaria non è semplice mantenimento, se nel settore della sanità non si fanno investimenti, si rischia».  A che tipo di investimenti si riferisce?  «Quelli che prevedeva il Pal (piano attuativo locale). L'Asl 1 è stata l'unica in Toscana a presentarlo, nonostante la legge imponga di dotarsi di quello strumento».  Quindi lei era convinto di stare nei limiti dei finanziamenti regionali?  «Certo, e non a caso la Regione ci ha premiato per due anni consecutivi».  Premiati? Per che cosa? E in cosa consisteva il premio?  «Siamo stati premiati perché i soldi erogati ci bastavano. Per due anni ci hanno dato un milione e mezzo di euro per l'obbiettivo raggiunto».  Lei quindi conferma che non si era reso conto di nulla?  «Se fossi stato informato di quanto accadeva avrei potuto fare due cose. Potevo mettere in campo procedure di adeguamento, nel caso avessi ottenuto i necessari finanziamenti. Se così non fosse stato, allora mi sarei dimesso. Non credo di essere pazzo o cretino a tal punto da affrontare un processo di certificazione in atto (quello della Deloitte ndr) se consapevole che le cose sono state fatte in malo modo. Avrei fatto deliberatamente un falso in bilancio con la certificazione in corso? E poi - conclude - perché lo avrei fatto? Per sentirmi dire bravo?».  Insomma, Delvino respinge ancora le accuse. Adesso il diritto di replica è della Regione.

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