La manifestazione
E ora si rischia l'emergenza rifiuti
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L’impianto ErreErre e nelle foto più piccole il Cermec e una fase della raccolta dei rifiuti urbaniErreErre vicina al blocco: mancherebbero anche i soldi per il metano
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MASSA. Napoli non è lontana, l'emergenza rifiuti generata dallo "scandalo" Cermec-ErreErre potrebbe arrivare anche nella nostra provincia. A partire dal 1º gennaio prossimo. Solo uno scenario ipotetico, per ora; ma neanche troppo campato in aria. Il fatto è che la normativa regionale per la gestione dei rifiuti stabilisce che Cermec debba portare gli scarti secchi derivanti dalla selezione dei rifiuti all'impianto ErreErre, per trasformarli in combustibile. ErreErre, però, fin dalla sua nascita funziona a singhiozzo, a regime ridotto: ora si ferma, ora riparte. E riesce ad assorbire soltanto una parte ridotta della "frazione secca" prodotta dal Cermec. Per questo la Provincia di Massa Carrara chiede - sulla base di richieste del Cermec - chiede in pratica ogni mese alla Provincia di Pisa l'autorizzazione a portare alla discarica di Peccioli i rifiuti che non riesce a smaltire tramite ErreErre.
L'ultima richiesta è del 18 novembre e chiede di poter conferire a Peccioli 10mila tonnellate di spazzatura sotto forma di sovvalli fino al 31 dicembre. Ma che cosa succederà dopo quella data? «Chiederemo una nuova autorizzazione, non possiamo fare altro», risponde Livio Grillotti, assessore provinciale all'Ambiente. Ossia: l'emergenza che diventa regola. È davvero difficile pensare, infatti, che con il nuovo anno i problemi di ErreErre saranno risolti e che l'impianto potrà lavorare a pieno regime. Anzi, i segnali che arrivano dicono tutto il contrario. Dicono che - proprio a causa dello sbilancio della società e del contenzioso tra Delca e Cermec - non ci siano neanche i soldi per pagare il metano per alimentare i getti di aria calda che servono ad asciugare i rifiuti. Intanto, una ditta che lavorava per conto di ErreErre, la Geoedil, ha lasciato l'impianto e ha lasciato a casa 5-6 dipendenti.
Ma c'è di più (e di peggio): su Delca Spa, partner privato di ErreErre, tira aria di crisi: i 40 dipendenti della sede di Vicopisano sono senza lavoro e senza stipendi da luglio, e solo il 22 novembre scorso è scattata la cassa integrazione in deroga, fino al 31 dicembre, per 10 impiegati e 17 operai. E la decisione di Cermec di interrompere il rapporto con Delca dopo la scoperta del passivo nel bilancio di Cermec per 8 milioni di euro e debiti per 15 milioni, in gran parte derivanti da fatture emesse dalla Delca stessa, in parte - pare - per lavori mai eseguiti - aggrava la situazione dell'azienda dei Delcaro. Insomma è più facile che ErreErre si fermi del tutto piuttosto che riesca a lavorare a pieno ritmo. «Non so come andrà a finire - ammette l'assessore Grillotti - sono tuttavia convinto che la Provincia di Pisa continuerà ad accettare i nostri rifiuti anche nel 2011, in fondo 5mila tonnellate in più al mese non incidono più di tanto sulle capacità della discarica di Peccioli». Nonostante gli auspici dell'assessore, però, non è garantito che la Provincia di Pisa conceda altre autorizzazioni: nell'ottobre 2009, ad esempio, Pisa bloccò il conferimento «in deroga» dei rifiuti apuani e si giunse a un passo dall'emergenza. Intanto i timori dei sindacati salgono: «Siamo proeccupati per la sorte dei 57 dipendenti di Cermec. Il licenziamento dei lavoratori di Geoedil è già un segnale negativo, vogliamo che sull'intera vicenda sia fatta chiarezza», dice Paolo Guerra di Cgil. Claudio Figaia ALTRO SERVIZIO A PAG. 13
L'ultima richiesta è del 18 novembre e chiede di poter conferire a Peccioli 10mila tonnellate di spazzatura sotto forma di sovvalli fino al 31 dicembre. Ma che cosa succederà dopo quella data? «Chiederemo una nuova autorizzazione, non possiamo fare altro», risponde Livio Grillotti, assessore provinciale all'Ambiente. Ossia: l'emergenza che diventa regola. È davvero difficile pensare, infatti, che con il nuovo anno i problemi di ErreErre saranno risolti e che l'impianto potrà lavorare a pieno regime. Anzi, i segnali che arrivano dicono tutto il contrario. Dicono che - proprio a causa dello sbilancio della società e del contenzioso tra Delca e Cermec - non ci siano neanche i soldi per pagare il metano per alimentare i getti di aria calda che servono ad asciugare i rifiuti. Intanto, una ditta che lavorava per conto di ErreErre, la Geoedil, ha lasciato l'impianto e ha lasciato a casa 5-6 dipendenti.
Ma c'è di più (e di peggio): su Delca Spa, partner privato di ErreErre, tira aria di crisi: i 40 dipendenti della sede di Vicopisano sono senza lavoro e senza stipendi da luglio, e solo il 22 novembre scorso è scattata la cassa integrazione in deroga, fino al 31 dicembre, per 10 impiegati e 17 operai. E la decisione di Cermec di interrompere il rapporto con Delca dopo la scoperta del passivo nel bilancio di Cermec per 8 milioni di euro e debiti per 15 milioni, in gran parte derivanti da fatture emesse dalla Delca stessa, in parte - pare - per lavori mai eseguiti - aggrava la situazione dell'azienda dei Delcaro. Insomma è più facile che ErreErre si fermi del tutto piuttosto che riesca a lavorare a pieno ritmo. «Non so come andrà a finire - ammette l'assessore Grillotti - sono tuttavia convinto che la Provincia di Pisa continuerà ad accettare i nostri rifiuti anche nel 2011, in fondo 5mila tonnellate in più al mese non incidono più di tanto sulle capacità della discarica di Peccioli». Nonostante gli auspici dell'assessore, però, non è garantito che la Provincia di Pisa conceda altre autorizzazioni: nell'ottobre 2009, ad esempio, Pisa bloccò il conferimento «in deroga» dei rifiuti apuani e si giunse a un passo dall'emergenza. Intanto i timori dei sindacati salgono: «Siamo proeccupati per la sorte dei 57 dipendenti di Cermec. Il licenziamento dei lavoratori di Geoedil è già un segnale negativo, vogliamo che sull'intera vicenda sia fatta chiarezza», dice Paolo Guerra di Cgil. Claudio Figaia ALTRO SERVIZIO A PAG. 13
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