Il Tirreno

Cassa, si torna in Corte d'Appello

Cassa, si torna in Corte d'Appello

Processo agli ex vertici, ancora in ballo la questione dei danni

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Un nuovo capitolo nella storia infinita della vicenda che vede coinvolti gli ex vertici dirigenziali della Cassa di Carrara per i pronto conto termine "spalmati" fra alcuni clienti. La Cassazione ha infatti rimandato gli atti alla Corte d'Appello di Genova, annullando la sentenza dell'ottobre 2009.  La corte d'appello di Genova, il 22 ottobre 2009, aveva deliberato in merito alle operazioni che avevano portato sotto processo, per truffa aggravata ai danni dell'istituto di credito cittadino, l'ex direttore generale Carlo Maria Perfetti, oggi 65 anni, difeso dall'avvocato Franco Perfetti; il vice Cesare Bianchi, 64 anni (difeso da Davide Cariola) e il responsabile dell'ufficio Finanza Angelo Zapponi, 51 anni (avvocati Traversi e Gennai).

Ma mentre in primo grado tutti e tre erano stati assolti, la terza sezione penale di Genova, in sede di Corte d'Appello, aveva invece deciso che Perfetti, Bianchi e Zapponi (in solido tra essi) dovessero risarcire i danni causati alla Cassa di Risparmio di Carrara, danni sia patrimoniali - la somma dei riacquisti da singoli clienti "spalmati", operazione che fu fatta dall'istituto di credito - sia non patrimoniali, costituiti, avevano scritto i giudici genovesi, «dall'evidente perdita di "immagine" patita in ambito locale dall'istituto di credito». Per quantificare l'importo dei danni si rimandava a un nuovo giudizio civile. Contro questa sentenza, i difensori degli imputati hanno fatto appello per Cassazione, e ora la Suprema Corte - per ora è noto solo il dispositivo - rimanda gli atti alla Corte d'Appello.  Si preannunciano quindi altre udienze per una vicenda che, scaturita da una denuncia dell'allora presidente Elena Cenderelli, è sicuramente prescritta dal punto di vista penale, ma che potrebbe avere ancora effetti sul piano civile, come chiede la Cassa di Risparmio di Carrara che si è costituita - assistita dall'avvocato Adriano Martini - nei confronti dei suoi ex dipendenti. 

«A mio avviso - ragiona l'avvocato Franco Perfetti, in attesa di leggere il testo integrale della sentenza della Cassazione - annullando la sentenza di 2º grado e rinviando nuovamente gli atti alla Corte d'appello di Genova, la Suprema Corte ha sicuramente cassato la questione dei danni patrimoniali. Non esiste un danno patrimoniale: i soldi che la Cassa ha tirato fuori lo ha fatto volutamente, basta sapere come funzionano i contratti pronti contro termine. Quindi, ritengo che la Corte abbia considerato che il valore del titolo non rileva nel caso di specie, posto che l'operazione è soltanto una pattuzione di interesse per un certo periodo di tempo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa