Il Tirreno

Candele per non dimenticare

La «fiaccolata» di ieri sera sotto il municipio in memoria di Aldo Manfredi Nara Guadagnucci e il piccolo Mattia
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La «fiaccolata» di ieri sera sotto il municipio in memoria di Aldo Manfredi Nara Guadagnucci e il piccolo Mattia

Frane, la gente di Mirteto ricorda in piazza la tragedia di Ognissanti

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MASSA. Candele accese per ricordare Aldo. E Nara, e il piccolo Mattia. Ieri sera una piccola folla, silenziosa e composta, si è riunita sotto palazzo civico per ricordare le tre vittime della tragedia di Ognissanti, per dire «mai più».  L'iniziativa è stata promossa dai parenti di Aldo Manfredi, il camionista di 45 anni, travolto da una frana a Mirteto, mentre si trovava nella sua proprietà. Hanno risposto in tanti, 70-80 persone almeno, in una sera gelata, sferzata da un vento freddo e da una pioggia insistente, quasi a ricordare la terribile notte della frana.  Pensata all'inizio come una fiaccolata (che doveva partire da Mirteto per raggiungere il municipio) è stata poi trasformata in un sit-in.

I partecipanti - tra di loro i parenti di Aldo, la vicesindaca Martina Nardi, il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà Cesare Lorieri, tanta gente della zona di Mirteto, non di Lavacchio (dove morirono Nara Guadagnucci e suo figlio Mattia) -, hanno acceso una candela e si sono riuniti in cerchio. Nessun discorso era previsto, non è stato un momento di protesta e neanche di rabbia. Ma di ricordo e di presenza. Solo poche parole, quelle di Nadia Bellè: «Grazie per essere qui, grazie a tutti», ha detto. Una preghiera - il Padre Nostro, ancora un lungo momento di silenzio, poi i partecipanti hanno disposto le candele al centro dell'atrio del Comune; un applauso scrosciante ha chiuso la manifestazione.  «Non mi aspettavo questa partecipazione, sono contenta che sia venuta tanta gente, è un segno di solidarietà, di consapevolezza. Questa vuole essere un'occasione di riflessione per tutti.

Un riunirsi per tenere alta l'attenzione su questa tragedia, per non dimenticare, perchè siano individuate le responsabilità di quel che è accaduto. Una manifestazione rivolta non solo al doloroso ricordo delle persone che sono morte, ma anche a coloro che restano. E'loro diritto poter vivere in un territorio sicuro e in cui non ci sono più rischi di dissesto idrogeologico», ha detto ancora Nadia Bellè.

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