Il dolore
Mense scolastiche, rischio di paralisi
«Cuoche precarie da oltre 10 anni». Fatte proposte ad Apuafarma
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CARRARA. Cuoche delle mense scolastiche in stato di agitazione, una trentina sono precarie, alcune da oltre dieci anni. I sindacati chiedono ad Apuafamra di stabilizzarle dal punto di vista occupazionale e salariale, e pretendono una trattativa serrata rivolgendosi anche al prefetto perché venga avviata una procedura conciliativa. Sono minacciati scioperi che potrebbero bloccare le refezioni nelle scuole materne del territorio. Apuafarma sarebbe creditrice di circa 350mila euro nei confronti del Comune.
I sindacati hanno chiesto una verifica sui trasferimenti economici. In un documento del settore Funzione pubblica, Cgil (segretario Silvano Leoni), Cisl (Roberto Catelani) e Uil (Fabrizio Dazzi), partono all'attacco perché a fine anno scade il contratto di lavoro per le cuoche. I sindacati respingono una proposta di Apuafarma spa (partecipata del Comune), che secondo loro stabilizzerebbe a tempi indeterminato solo 7 lavoratrici su 32 e ne ridurrebbe l'orario di attività. Paradossalmente, secondo Cgil, Cisl e Uil, si troverebbero in una condizione meno remunerativa, rispetto all'attuale: ora vengono assunte a tempo determinato per il periodo scolastico e poi licenziate, di anno in anno quando so chudono le scuole, e siassunte quando si riaprono. Nei tre mesi estivi, percepiscono l'indennità di disoccupazione. Con la proposta fatta da Apuafarma la loro situzione economica non migliorerebbe stando ai sindacatidi categoria.
In un lungo documento, Cgil, Cisl e Uil denunciano una «situazione di estrema conflittualità venutasi a creare ad Apuafarma SpA. in relazione alla sottoscrizione di contratti a tempo indeterminato per il personale del servizio ristorazione (cuoche e cuochi delle scuole materne comunali). Dopo mesi e mesi di contrattazione relativa alla stabilizzazione del personale, l'azienda ha presentato un piano», che viene contestato. La proposta di Apuafarma. I sindacati spiegano l'idea di Apuafarma: attualmente ci sono in servizio 24 cuoche full time (38 ore settimanali) e 8 part time. Apuafarma - dicono i sindacati - propone di stabilizzare 7 cuoche attingendo dalla graduatoria in vigore. Propone anche - spiegano nel documento - «l'impiego totalmente part time a 24 ore settimanali (se spalmate su 12 mesi), ovvero 32,50 (se spalmate su 9 mesi). La proposta - affermano - è irricevibile per le seguenti ragioni:. non si può realmente parlare di stabilizzazione se la maggior parte del servizio continua ad avere la stragrande maggioranza del personale con contratti a termine.
La proposta di riduzione di orario corrisponde ad una riduzione salariale francamente inaccettabile: lamentiamo il fatto che una famiglia non possa sopravvivere con la cassa integrazione e poi, con questa operazione, costringiamo in una condizione peggiore (a tempo indeterminato) un gruppo di lavoratrici precarie che da troppi anni (alcune più di 10) aspettano risposte (prima dal comune e poi da Apuafarma)». La proposta sindacale. I tre sindacati fanno la loro proposta: stabilizzazione di almeno la metà (una quindicina di cuoche) del personale necessario per condurre il servizio. Accordo con Apuafarma per un percorso di ulteriori stabilizzazioni entro due anni. Accordo con Apuafarma per la proroga di altri tre anni della graduatoria vigente per il servizio cuoche. Orario plurisettimanale almeno pari a quello delle colleghe comunali (il raffronto si deve fare con le 36 ore settimanali del contratto delle Autonomie locali).
Va spiegato che il Comune ha ancora in carico un certo numero di cuoche per diverse mense scolastiche, mentre altre sono passate da tempo ad Apuafarma. «Si tenga conto che il contratto Anaste è meno oneroso di quello delle Aall. A questa nostra proposta inviata ad Apuafarma SpA il 24 novembre scorso nessun segnale è stato dato e non ci è pervenuta alcuna comunicazione di incontro per esaminarla», affermano i sindacati, per cui lunedì scorso c'è stata l'assemblea del personale interessato, che «all'unanimità, ha dato mandato alle organizzazioni sindacali di dichiarare lo stato di agitazione del personale addetto alla refezione (cuoche e cuochi) di Apuafarma spa secondo le procedure previste dalla normativa vigente. Contestualmente si richiede l'avvio della procedura conciliativa ai sensi delle normative vigenti in materia di regolamentazione degli scioperi».
I sindacati hanno chiesto una verifica sui trasferimenti economici. In un documento del settore Funzione pubblica, Cgil (segretario Silvano Leoni), Cisl (Roberto Catelani) e Uil (Fabrizio Dazzi), partono all'attacco perché a fine anno scade il contratto di lavoro per le cuoche. I sindacati respingono una proposta di Apuafarma spa (partecipata del Comune), che secondo loro stabilizzerebbe a tempi indeterminato solo 7 lavoratrici su 32 e ne ridurrebbe l'orario di attività. Paradossalmente, secondo Cgil, Cisl e Uil, si troverebbero in una condizione meno remunerativa, rispetto all'attuale: ora vengono assunte a tempo determinato per il periodo scolastico e poi licenziate, di anno in anno quando so chudono le scuole, e siassunte quando si riaprono. Nei tre mesi estivi, percepiscono l'indennità di disoccupazione. Con la proposta fatta da Apuafarma la loro situzione economica non migliorerebbe stando ai sindacatidi categoria.
In un lungo documento, Cgil, Cisl e Uil denunciano una «situazione di estrema conflittualità venutasi a creare ad Apuafarma SpA. in relazione alla sottoscrizione di contratti a tempo indeterminato per il personale del servizio ristorazione (cuoche e cuochi delle scuole materne comunali). Dopo mesi e mesi di contrattazione relativa alla stabilizzazione del personale, l'azienda ha presentato un piano», che viene contestato. La proposta di Apuafarma. I sindacati spiegano l'idea di Apuafarma: attualmente ci sono in servizio 24 cuoche full time (38 ore settimanali) e 8 part time. Apuafarma - dicono i sindacati - propone di stabilizzare 7 cuoche attingendo dalla graduatoria in vigore. Propone anche - spiegano nel documento - «l'impiego totalmente part time a 24 ore settimanali (se spalmate su 12 mesi), ovvero 32,50 (se spalmate su 9 mesi). La proposta - affermano - è irricevibile per le seguenti ragioni:. non si può realmente parlare di stabilizzazione se la maggior parte del servizio continua ad avere la stragrande maggioranza del personale con contratti a termine.
La proposta di riduzione di orario corrisponde ad una riduzione salariale francamente inaccettabile: lamentiamo il fatto che una famiglia non possa sopravvivere con la cassa integrazione e poi, con questa operazione, costringiamo in una condizione peggiore (a tempo indeterminato) un gruppo di lavoratrici precarie che da troppi anni (alcune più di 10) aspettano risposte (prima dal comune e poi da Apuafarma)». La proposta sindacale. I tre sindacati fanno la loro proposta: stabilizzazione di almeno la metà (una quindicina di cuoche) del personale necessario per condurre il servizio. Accordo con Apuafarma per un percorso di ulteriori stabilizzazioni entro due anni. Accordo con Apuafarma per la proroga di altri tre anni della graduatoria vigente per il servizio cuoche. Orario plurisettimanale almeno pari a quello delle colleghe comunali (il raffronto si deve fare con le 36 ore settimanali del contratto delle Autonomie locali).
Va spiegato che il Comune ha ancora in carico un certo numero di cuoche per diverse mense scolastiche, mentre altre sono passate da tempo ad Apuafarma. «Si tenga conto che il contratto Anaste è meno oneroso di quello delle Aall. A questa nostra proposta inviata ad Apuafarma SpA il 24 novembre scorso nessun segnale è stato dato e non ci è pervenuta alcuna comunicazione di incontro per esaminarla», affermano i sindacati, per cui lunedì scorso c'è stata l'assemblea del personale interessato, che «all'unanimità, ha dato mandato alle organizzazioni sindacali di dichiarare lo stato di agitazione del personale addetto alla refezione (cuoche e cuochi) di Apuafarma spa secondo le procedure previste dalla normativa vigente. Contestualmente si richiede l'avvio della procedura conciliativa ai sensi delle normative vigenti in materia di regolamentazione degli scioperi».
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