Sicurezza
E il Pd di Avenza lancia l’allarme anche per via de Rossi: è un acquitrinio a cielo aperto
Discarica in via Argine destro
Sara Ligutti
◗
La discarica lungo via Argine Destro ad AvenzaLe aziende si lamentano: ci roviniamo l'immagine con i clienti
3 MINUTI DI LETTURA
AVENZA. «La strada che costeggia l'argine destro del Carrione, è diventata ormai da anni una discarica abusiva a opera d'ignoti, e nessuno fa nulla per pulirla». È questa la denuncia delle aziende marmifere della zona. «Trattiamo con clienti da tutto il mondo - dichiarano dalla Doganella Graniti Srl - e questa situazione ci danneggia». L'intervento dell'Amia è stato richiesto più volte, ma è sempre arrivato - dicono - con ritardi anche di un mese, e non tutti i rifiuti sono stati rimossi. Quelli più piccoli, infatti, sono rimasti. Quello che chiedono le aziende, quindi, è «una maggiore collaborazione fra gli uffici» così da ottimizzare le risorse e rendere più efficaci gli interventi. Un altro intervento richiesto è quello di monitoraggio della zona. Chi scarica i rifiuti, infatti, lo fa probabilmente nelle ore serali e notturne, quando non può essere visto da nessuno. C'è poi il problema delle canne cresciute sull'argine del fiume, in seguito all'esondazione dello scorso anno, che quando non vengono tagliate per molto tempo invadono anche la carreggiata. E, anche in questo caso, c'è stato bisogno più volte di un sollecito da parte degli industriali della zona. Emergenza allagamenti in via Giovan de Rossi. «Questa è una strada di Avenza, ma potrebbe tranquillamente essere scambiata per la strada di uno di quei paesi tropicali, dove quando piove il mondo si trasforma in un putrido acquitrino maleodorante». A lanciare l'allarme è il circolo Pd del centro storico. «Sono anni che ad ogni acquazzone si rinnova il fenomeno dell'acqua che fuoriesce con violenza dalle tubazioni - si legge nella nota del Pd - Attualmente, appena superato l'incrocio di via Menconi, un tombino è collassato (successivamente è stata apposta la segnalazione che evidenzia l'ostacolo) lasciando la fogna aperta davanti all'ingresso delle abitazioni. La fogna di via G. de Rossi segue probabilmente il percorso di qualche antico fosso di scolo delle acque chiare, successivamente intubato ed innestato nel collettore che corre sotto il Viale Zaccagna al momento della (allora) costituenda nuova strada. È da quel momento, da quegli anni quaranta del secolo scorso, che quando piove la fogna invece di far defluire l'acqua la riversa sulla strada e nelle case. Quante volte gli abitanti di questa strada si siano attivati presso gli organi competenti lo sanno solo loro (Via G. de Rossi è di competenza comunale, Viale Zaccagna provinciale), quanto invece siano riusciti ad incidere sul problema lo dicono le cateratte artigianali poste a protezione delle porte delle abitazioni poste a piano terra». Il Circolo PD del Centro Storico di Avenza ritiene che il Comune e la Provincia di Massa e Carrara (nelle figure dei loro rappresentanti legali) responsabili (per ciò che loro compete) del governo del territorio e della salute pubblica: «Abbiano il dovere-obbligo di intervenire per sanare questa situazione vergognosa che si trascina da anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
