Sicurezza
Cermec, fatture sospette per 28 milioni
Secondo i consulenti della società le avrebbe emesse Delca, ma per lavori mai eseguiti
4 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Che il Cermec navighi in cattive acque ormai è assodato. La due diligence firmata dal dr. Paolo Bianchi e dal prof. Giulio Andreani non lascia adito a dubbi: un buco da 16 milioni di euro e debiti che sfiorano i 28. Ma potrebe esserci di più. Sotto la lente ci sono i rapporti tra Cermec e Delca. Il ruolo del socio privato. Cermec è una società interamente pubblica. Il capitale è diviso tra il Comune di Massa (che ne detiene il 47%), i cugini d'oltre Foce che ne posseggono un 1% in più e la Provincia, proprietaria del 5% delle quote. A mettere in allarme i tre soci sarebbero stati «i rapporti fiscali e una serie di operazioni contabili» tra la società di smaltimento dei rifiuti e Delca, socio privato di Cermec. Insieme hanno costituito Erre Erre, la società che dovrebbe gestire l'impianto di bricchettaggio per trasformare i rifiuti in combustibile. Bene, è Ugo Bosetti, il nuovo presidente, che fin da giugno constata «la sussistenza di una serie di operazioni contabili tra la società e Delca che ritiene degne di approfondimento». Quelle fatture che non tornano. Per capirne di più viene affidato a Paolo Bianchi un incarico «urgente». Dal 6 luglio è al lavoro un pool di professionisti (Francesco Poddighe, Davide Benedini e lo stesso Bianchi) per fare il punto della situazione contabile, in generale. Ma a metà luglio quando i rapporti con Delca non gli tornano, Bosetti assume informazioni dagli uffici, raccoglie documentazione a campione e"si affida" appunto a Bianchi. A cui viene chiesto di predisporre una relazione relativa ai rapporti tra Cermec spa e Delca. E i risultati di quella relazione - poi riconfermati dalla due diligence del professor Andreani - sono stati illustrati ai soci il 22 settembre, durante un'assemblea. E i sindaci sarebbero rimasti a bocca aperta. Perché - questo in sintesi l'aspetto più rilevante - ci sarebbero parecchie fatture che non tornano. Per un totale di quasi 28 milioni di euro. Il giallo delle fatture. Nella relazione si spiega che «dal gennaio 2006 al luglio 2010 la società Delca ha emesso fatture nei confronti di Cermec per oltre 87 milioni di euro. Delca ha emesso note di credito (cancellando parte dei debiti di Cermec) per oltre 15 milioni». Ma nella relazione si precisa che «le fatture riferite a prestazioni effettuate da Delca in quel periodo sono pari a 61 milioni 922mila». Ecco che chi stende il documento, trae una conclusione: «Sulla base delle operazioni contabili intervenute, risulta che Delca ha emesso nei confronti di Cermec fatture per prestazioni non dovute, in quanto - precisazione fortissima - non effettuate, per euro 27milioni e 933mila». Si tratta chiaramente di dati rilevati da Cermec e che la controparte, Delca, potrebbe smentire. Abbiamo cercato di contattare Del Carlo, titolare della società, ma non ci siamo riusciti. E ora nel gioco ci sono anche le banche. A complicare le cose - si rileva nella relazione e nel corso dell'assemblea di settembre - è il fatto che «parte di tali fatture sono state oggetto di cessione di crediti, effettuate da Delca a favore di istituti bancari e per lo più accettate da Cermec; gran parte degli importi relativi a tali fatture risultano anticipati dagli istituti di credito a Delca e Cermec risulta obbligato nei confronti del creditore cessionario. Tali cessione - ecco la conclusione - ammontano a 12 milioni 433mila euro». Insomma, il concetto è chiaro: i consulenti di Cermec ipotizzano fatture per lavori non fatti. Per importi milionari. I crediti poi passano nelle mani delle banche che ora avanzeranno richieste per incassare quanto dovuto. Pucci senza parole. Il sindaco Pucci è allibito. Tanto che il suo stupore finisce a verbale: «Sono senza parole». E, in quella sede, davanti alla gravità della situazione, i soci ci guardano negli occhi e decidono di mantenere il riserbo più totale: «Bisogna acquisire la maggiore quantità di informazioni per poter salvare la società e verificare eventuali responsabilità». I soci quindi decidono di procedere ad una due diligence da affidare a Giulio Andreani e ancora a Paolo Bianchi. Dovranno capire quali sono i rapporti tra Delca e Cermec e in tempi brevi: nell'assemblea del 18 ottobre i dati sono confermati. Chiara Sillicani ALTRI SERVIZI A PAG. 3
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
