Il Tirreno

Scandalo sanità. Disposti a rinunciare agli interessi, «ma nessuno sconto sui crediti»

Asl, fornitori pronti alla class action

Chiara Sillicani
<strong>LA COMMISSARIA.</strong> Maria Teresa De Lauretis E accanto la direzione dell’azienda sanitaria
◗
LA COMMISSARIA. Maria Teresa De Lauretis E accanto la direzione dell’azienda sanitaria

Venerdì cooperative e ditte si incontrano per definire strategie comuni

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. La commissaria dell'Asl si è detta disposta ad un incontro con i fornitori. Un tentativo di conciliare interessi. Ma le ditte non temporeggiano e pensano ad un'azione legale collettiva, una class action. Per chiarire la «legittimità delle richieste avanzate». Ribadiscono che la rinuncia agli interessi e uno sconto di cassa del 10% non sono condizioni sostenibili.  E se qualcuno - chi è più in sofferenza - accetta perché non ce la fa senza liquidità, c'è chi è persino disposto a chiedere ancora soldi alle banche, anziché "abbonare" debiti all'Asl.  E anche tra chi ha già detto sì alla transazione, non mancano voci di dissenso. La Mtm lavora per l'Asl, si occupa di ristrutturazioni e interventi edili. Ha accettato di andare incontro all'azienda rinunciando agli interessi, fatturati e non, e praticando uno sconto del 10%, ma di fronte all'eventualità di un chiarimento legale, non si tirà indietro: «Siamo disposti a discutere per capire meglio la situazione». Perché, in effetti, accanto alle coop e al terzo settore, ci sono altri soggetti, rimasti in ombra fino ad ora. Ci sono gli artigiani, le ditte, anche loro con i dipendenti da garantire, e c'è la sanità privata (un esempio per tutti: la Don Gnocchi) che nei modelli di transazione non è citata. Sono stati proprio i piccoli imprenditori a pensare all'eventualità di una class action. Carlo Alberto Manfredi, titolare di Riabitare, spiega che «è meglio unirci». E anche per questioni economiche: «Se ciascuno di noi - esemplifica - deve pagare un legale, allora a che serve la battaglia per non praticare sconti all'azienda sanitaria?». Ecco quindi l'idea di affidarsi ad un solo avvocato che si faccia carico del problema e valuti se esistono i margini per un'azione legale.  Intanto i fornitori - quelli che hanno già abbracciato il progetto - sono al lavoro: stanno cercando di coivolgere il maggior numero di persone, nessuno escluso. Dalle coop ai creditori più piccoli. Venerdì, al più tardi sabato, dovrebbero incontrarsi e, seduti intorno ad un tavolo, delineeranno le loro richieste e il modo per concretizzarle in una proposta da avanzare alla commissaria.  «Io ad oggi (leggi ieri ndr) - spiega Manfredi - non ho ricevuto alcuna comunicazione dalla De Lauretis». Per aziende come la sua la vita non è facile, basti pensare che i lavori eseguiti per conto dell'Asl rappresentano per la ditta Riabitare il 60% del totale. Ma cosa vogliono i fornitori? Ormai il messaggio è chiaro. Anche senza avvocati e azioni legali. Molti sono disposti a rinunciare agli interessi, ma si rifiutano categoricamente di praticare sconti. Non soltanto, chiedono certezze sul pagamento dell'ordinario a scadenze fisse. Perché solo se rientra liquidità nelle loro casse, possono aprirsi veramente alla collaborazione con l'Asl.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca