Il Tirreno

Il delitto. In appello a Genova la parte civile chiederà conferma della condanna di primo grado

«Uxoricida da ergastolo»

Alessandra Vivoli
Da sin. i legali Valentina Antonini e Giulia Feliciani
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Da sin. i legali Valentina Antonini e Giulia Feliciani

Accoltellò la moglie, si preannuncia guerra di perizie

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 SARZANA. Torna davanti ai giudici, questa volta quelli della Corte d'assise d'appello di Genova, Nicu Ganceanu, il 49enne rumeno che nel dicembre scorso è stato condannato in primo grado all'eragastolo per aver ucciso a coltellate, il 6 giugno 2008, la moglie e connazionale Maria, di un anno più giovane. L'udienza di appello è fissata per venerdì prossimo, 3 dicembre.  Un nuovo capitolo giudiziario di un fatto di sangue che ha scosso Sarzana: il delitto avvenne, infatti, nel patio di una villetta a Falcinello, dove la 48enne rumena lavorava come badante di un'anziana coppia di coniugi. E adesso l'appello si giocherà tutto sull'infermità mentale su cui la difesa aveva puntato già - senza esito positivo visto che era arrivata la pesante condanna all'ergastolo - durante il processo di primo grado. E potrebbe arrivare, a sorpresa, anche la richiesta di una nuova perizia.  L'omicidio. Ha ucciso la moglie a coltellate. Nel patio della villetta sulla via di Falcinello dove Maria Ganceanu lavorava come badante degli anziani coniugi Leoni. Nella serata del 6 giugno, Nicu Ganceanu si presentò ubriaco al cancello della villetta dove Maria e i due anziani erano seduti sotto il porticato a prendere il fresco. La moglie rifiutò di aprirgli il cancello. Accecato dalla gelosia, Nicu le si era scagliato contro, pare dopo aver scavalcato il cancello: le tre coltellate alla schiena inferte con un coltello da cucina, uccisero la donna all'istante.  Il processo a Spezia. Il giudice Marta Perazzo, nel dicembre scorso, ha inflitto una pena ancor più pesante di quella richiesta dal pm Tiziana Lottini, rendendo pressoché vana la strenua difesa che è stata tentata dall'avvocato Simone Serafini. Erano presenti, in veste di parti civili, anche i figli Marianu e Ionela e la sorella di Maria Ganceanu, Ana Adonicioaei, che erano rispettivamente assistiti dai legali Giuliana Feliciani, Valentina Antonini e Roberta Fiorella.  Il giudice ha considerato le aggravanti di maltrattamenti in famiglia, minacce gravi, lesioni alla moglie, violazione di domicilio e porto abusivo di arma da taglio. Perciò è stato deciso l'ergastolo nei confronti dell'imputato, con tanto di isolamento notturno e obbligo di lavoro diurno.  L'appello a Genova. I legali delle parti civili, gli avvocati Antonini, Feliciani e Fiorella, nell'udienza fissata per venerdì prossimo davanti alla Corte di Assise di appello chiederanno che venga confermata la sentenza di primo grado, e cioè l'ergastolo.  E che venga anche versata la somma stabilita, in via provvisionale, per le parti civili: rispettivamente 15mila euro per ciascuno dei due figli e 10mila per la sorella della vittima.  Il legale della difesa Ganceanu, Simone Serafini del foro della Spezia, punterà invece a sgretolare la sentenza di primo grado (emessa dopo un processo celebrato con il rito abbreviato). E giocherà la carta dell'infermità mentale del proprio assistito al momento del crimine; potrebbe addirittura esserci la richiesta di una nuova perizia.

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