Il dolore
Il caso. Per i giudici la revoca dellautorizzazione non crea gravi danni
«Il Tropicana deve chiudere»
Chiara Sillicani
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RTA. La residenza turistico alberghiera Tropicana Il Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar
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MASSA. Il Consiglio di Stato conferma la decisione del Tribunale amministrativo regionale: la residenza turistico alberghiera Tropicana - come previsto nella determinazione dirigenziale del 10 agosto - deve chiudere i battenti. Salvo poi rimettersi in regola per poter nuovamente accogliere i turisti. Ad appellarsi al Consiglio di Stato, dopo la pronuncia del Tar, è stata la Grta srl, la società che gestisce la struttura. Ma non si tratta di sentenza. Ma il 24 novembre, con un'ordinanza, il Consiglio di Stato ha dato ragione al Tribunale amministrativo. Che a dire il vero, fino ad ora, non ha emesso sentenza. Non è cioè entrato nel merito della questione. Sia il Tar toscano, infatti, sia il Consiglio di Stato si sono espressi sulla richiesta di sospensione dell'efficacia della determina dirigenziale che impone la chiusura. In parole semplici, la Grta srl, sapendo che i tempi del Tar per una pronuncia sul merito potrebbero essere lunghi, ha chiesto che la determinazione della dirigente Luisa Lippi, che impone la chiusura, sia sospesa e quindi non abbia effetti. Ora arriva il secondo "no" a questa richiesta: la determinazione è efficace. E impone la chiusura. Le motivazioni. L'ordinanza 5389 del Consiglio di Stato è brevissima. Sono confermati anche i motivi per cui il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva. «L'istanza di tutela cautelare - si legge - non appare meritevole di accogliemnto» perché mancherebbe il requisito del danno «grave ed irreparabile». La storia. Il 10 agosto (la notifica è di due giorni dopo) Luisa Lippi, dirigente del settore attività produttive, con una determinazione, revoca l'autorizzazione per l'esercizio dell'attività turistico-alberghiera al Tropicana. Autorizzazione concessa sei anni prima (il 14 aprile del 2004). Il Tropicana ha sessanta giorni - dalla data della determinazione - per chiudere. Ma la Grta sceglie la via del ricorso, chiaramente promosso contro il Comune. Che si costituisce in giudizio, difeso dagli avvocati Francesca Panesi e Manuela Pellegrini. Il Tribunale, visti gli atti della causa, come abbiamo spiegato sopra, respinge «l'istanza cautelare». Insomma non accetta la sospensione della determinazione dirigenziale: per i giudici non «sono ravvisabili gli estremi del danno grave e irreparabile». Posizione poi ribadita dal Consiglio di Stato. Il Tar ha riconosciuto, inoltre, che la società Grta srl ha comunque «la possibilità di regolarizzare la struttura». Secondo le prescrizioni del Comune. Potendo così riprendere l'attività. Ora a cambiare le carte - sempre che lo faccia - potrebbe arrivare la sentenza del Tribunale, quella che giudicherà nel merito il provvedimento del Comune.
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