Il Tirreno

«Il nostro paese cerca ancora l'unità» Tanti giovani alla Festa della Toscana

La Festa della Toscana
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La Festa della Toscana

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 MASSA. Musiche, teatro in dialetto, ricerca storica sulle vite dei garibaldini apuani. A Massa e Carrara si sono aperte in anticipo le celebrazioni per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia: quest'anno saranno infatti collegate alla Festa della Toscana.  Un consiglio provinciale straordinario, congiunto ai consigli comunali di Massa e Carrara si è svolto alla sala Centro Congressi dell'Apt.  Nata per ricordare l'abolizione della pena di morte nel Granducato di Toscana, quest'anno la festa della Toscana quest'anno offre un parallelo storico interessante. Due momenti cruciali nella storia italiana, la lungimiranza di un sovrano illuminato, il granduca Pietro Leopoldo, e la tenacia dei grandi uomini che hanno realizzato l'Italia.  Numerosi ragazzi sono intervenuti alla manifestazione, per festeggiare la Toscana e l'Italia, una patria che per loro è "naturale", ma che ancora oggi è messa in discussione. «Culture e storie differenti - ha commentato il presidente del consiglio provinciale, Dino Bologna - si sono espresse e hanno dialogato dando all'Italia un valore aggiunto. È necessario riconoscersi in un'unica nazione, in una patria comune per tutelarsi da tesi separatiste. Bisogna alimentare l'orgoglio d'appartenenza ad una patria comune».  «Non può esserci futuro, se si ignora il passato. - ha sottolineato il vicepresidente della Provincia di Massa- Carrara, Fabrizio Magnani - l'abolizione della pena di morte è uno dei pilastri su cui si poggia la nostra costituzione».

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