Il Tirreno

La coppia è in carcere da quattro mesi. Oggi la prima udienza. E l’avvocato Miraglia promette scintille

«I Camparini dimenticati da tutti»

L’avvocato Francesco Miraglia all’uscita del carcere di Massa
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L’avvocato Francesco Miraglia all’uscita del carcere di Massa

J'accuse del legale dei genitori che rapirono la figlia a Marina di Massa

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 MASSA. Sono passati 4 mesi dal 29 luglio, giorno in cui a Massimiliano e Gilda Camparini fu sottratta dai tribunali la figlia di 5 anni. Questa mattina, dopo 120 giorni di carcere, inizia il processo. Le accuse nei confronti dei due genitori sono davvero pesanti. Il loro avvocato, Francesco Miraglia, è pronto a dare battaglia in aula. «Non è stato un rapimento», dice il legale.  Massimiliano Camparini, 40 anni, e Gilda Fontana, 45 anni, al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Laghezza hanno già raccontato tutta la loro disperazione, motivando così il gesto disperato di portare via la figlia Anna Giulia dalla casa famiglia gestita dalle suore.  Agli inquirenti la coppia - protagonista una settimana fa di un appello a Chi l'ha visto? - ha mostrato anche cinque fotografie scattate subito dopo aver preso la bambina: si vede la piccola che sorride ed è felice di stare con i genitori. L'avvocato Miraglia aveva chiesto, proprio per questi scatti, che il reato contestato passasse da sequestro di persona a sottrazione di minore. Invece non c'è stato nulla da fare e moglie e marito sono rimasti in cella. Lui a Massa e lei a Livorno. Secondo l'avvocato, nella vicenda manca uno dei presupposti del sequestro di persona, cioè la privazione della libertà personale. E su questa linea continuerà a difendere i suoi assistiti. Oggi potrebbe anche chiedere al tribunale di ascoltare la piccola. Intanto va giù pesante contro mil sistema giudizioario italiano: «Sono stati dimenticati da tutte le istituzioni e in particolar modo dal ministro della Famiglia Giovanardi e da quello della giustizia Alfano che avevano garantito di interessarsi al caso. Papà Massimiliano e mamma Gilda sono tutt'ora detenuti in carcere, separati, mentre delinquenti incalliti che invece riescono a ottenere arresti domiciliari o comunque provvedimenti difficili da spiegare».  Miraglia rivela un aspetto della loro vita da reclusi: «Perfino gli altri detenuti, i sorveglianti, gli operatori dei due carceri li trattano come ospiti. Per i giudici di Massa i due genitori, che si sono riappropriati della propria figlia, incapaci di accettare provvedimenti di un Tribunale per i Minorenni e di consulenti del tribunale per i Minorenni scelti per dare un esempio punitivo e rapire la propria figlia, sono dei sequestratori, dei molestatori delle suore a cui ora è affidata la bimba». Infine Miraglia se la prende con il gip: «Di nessuna validità le motivazioni dove si sostiene la tesi del sequestro di persona. Per tutto questo tempo l'importante era fare diventare invisibile questa piccola famiglia; nascosti in carcere i due genitori, sequestrata dai giudici e riaffidata allo stesso personale, agli stessi dirigenti, nello stesso posto la bambina, senza sostegno psicologico da due».  È un processo delicato. Come detto sette giorni fa la mamma di Massimiliano è andata a Raitre, alla trasmissione della Sciarelli, per accendere i riflettori su una vicenda che dopo aver conquistato le cronache nazionali è finita nel dim enticatoio. I genitori della piccola hanno alle spalle una vita difficile ma chiedono di poter avere un'altra possibilità. «Non hanno fatto nulla - ha detto la donna davanti alle telecamere di Chi l'ha visto? - con la loro bimba hanno passato una bella vacanza dopo tanto tempo che non si vedevano. Adesso hanno bisogno di aiuto». Intanto questa mattina parte il processo per rapimento.

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