Il Tirreno

Costa (Caccia e ambiente): stop ai parchi sono solo dei carrozzoni politici

Giuseppe Costa
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Giuseppe Costa

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 CARRARA. «È una vergogna parlare ancora di Parchi nella nostra provincia. Il Comune di Bagnone con la nuova demarcazione del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, toglie ulteriore spazio alla caccia», tuona Giuseppe Costa di Caccia e Ambiente.  Il Comune di Bagnone, così facendo - sostiene Costa - «incrementa specie nocive e dannose all'agricoltura come il cinghiale. La superficie agro-silvo-pastorale della Provincia di Massa-Carrara è di circa centodiecimila ettari e in buona parte è occupata da strade, ferrovie, fabbriche e insediamenti urbani. Nonostante tutto nel Comune di Pontremoli sembra che una buona porzione di territorio sia prossima a diventare Parco (località Logarghena). L'esperienza nell'attuazione dei parchi ci ha fatto capire che una volta "spesi" i contributi economici tutto viene abbandonato. Gli agricoltori, cacciatori e i cittadini legati agli usi e costumi sentono i parchi come materia estranea e là dove imposti dall'alto diventano vessatori, inevitabilmente devono essere contrastati». Il professor Costa quindi intende «opporsi all'oligarchia del diritto dell'ente Parco sulla proprietà altrui, il cittadino non è più padrone nei suoi terreni. Questa fonte di apparati burocratici inutilmente costosi è causa di irragionevoli e non accettabili divieti e vincoli, pesantemente limitativi di diritti interessi e tradizioni. Questo pseudo ecologismo che sogna parchi da contemplare, è in antitesi con le esigenze dell'uomo». E in Italia, aggiunge c'è un record di parchi.

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