Sicurezza
Cinque in pensione, caos tribunale
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Il procuratore Di Noto interviene alla festa per la pensione dei giudici Dova, Mauceri, Pulvirenti e Bartolini e del presidente Vallini Nella foto accanto il personale in aula partecipa ai saluti L'organico ridotto del 33%: «Chi resta dovrà fare i salti mortali»
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MASSA. Si sapeva che sarebbe successo, ma vedere il tribunale perdere cinque elementi su quindici fa davvero impressione. E per i sostituti bisognerà aspettare parecchio. Mesi per i quattro giudici andati in pensione, un anno per il presidente Carlo Vallini. Ieri il loro saluto. Un addio che ha lasciato l'amaro nella bocca di tutti per quello che sarà il futuro della giustizia apuana. Oltre a Vallini sono andati in pensione Alba Dova, Giovanni Bartolini e Antonio Pulvirenti. A salutare i colleghi c'era anche Maurizio Mauceri, che lascerà soltanto tra un mese. La cinquina ha avuto l'onore di essere omaggiata dal procuratore generale di Genova, Luciano Di Noto, che per la cronaca andrà in pensione ad agosto. Insomma, le facce - nonostante la festa - erano tristi. Chi resta dovrà tappare i buchi lasciati scoperti. Arriveranno le sostituzioni temporanee da Spezia (tre magistrati), poi si farà con quello che c'è in casa. Ma non saranno ripieghi, perché nonostante la macchina dà l'impressione di cadere a pezzi chi la guida non demorde. È il caso di chi sarà facente funzioni del presidente del tribunale apuano: Maria Cristina Failla. È il presidente del collegio giudicante e da un mese sta facendo le veci di Vallini. Ha un carico di oneri sulle spalle da spaventare chiunque. Lei invece sorride: «È giovane e ha ancora fiducia, farà bene», ha detto Vallini nel suo saluto. E poi, quasi fosse un passaggio di consegne: «Spero sia lei il nuovo presidente, a meno che non aspiri a incarichi ben più importanti». Il nuovo presidente del tribunale, tanto per far capire quanto tempo durerà l'emergenza, arriverà soltanto tra un anno. Se tutto va bene. Oltre a quelli che partono c'è anche chi ritorna, come Cosimo Ferri che ha cessato il suo incarico al Consiglio superiore della magistratura. Cinque persone in meno in un organico - già in sofferenza - di quindici elementi significa il 33% in meno di personale. Il punto critico è già stato individuato e sarà il civile, dove ormai le udienze si trascinano per anni e anni. «I sostituti che arriveranno da Spezia non avranno neppure il tempo di istruire i processi che dovranno già andare via», commenta amaramente Vallini. E Di Noto non è da meno in quanto ad amarezza per questo momento: «Il legislatore ha fatto una legge che agevola il pensionamento dei magistrati, ma non si sa come faremo per sostituirli. Pensate che la corte d'appello di Genova ha visto andare in pensione il procuratore capo di Genova, di Imperia e di La Spezia. Se a questo ci mettete che dipingono le procure come covi di anarchici si capisce che il futuro che ci attende è difficile».
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