Sicurezza
«Abbiamo paura di quegli alberi»
Mario Martignoni
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Gli alberi che incombono sulla strada per Miseglia Protesta a Miseglia: «O li tolgono, o non andremo a votare»
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MISEGLIA. Sono circa seicento i residenti a Miseglia. Ma alle prossime elezioni sia amministrative che politiche, in molti potrebbero decidere di non votare. «Siamo stanchi di essere presi per i fondelli - dicono alcuni - Sono anni che abbiamo un grosso pericolo sopra le nostre teste a causa dei ravaneti di scaglie di marmo che prima o poi crollano sul paese. E da un paio di anni siamo a lottare contro gli alberi che sono lungo la strada che dalla città porta al paese. Più volte questi due casi pericolosi li abbiamo segnalati, ma nessuno si è preoccupato di intervenire. Per quanto riguarda gli alberi il nostro paesano Giancarlo Ricci, aveva già annunciato il pericolo. Sono grosse piante che dalle piane sovrastano la strada. Le radici degli alberi sono quasi scoperte e appoggiano sul terreno formato di grotte. Se dovesse piovere, la terra viene portata via dall'acqua e le radici non reggono più e l'albero finisce in strada. Quando poi avverrà il peggio - speriamo mai - qualcuno si darà da fare. Ma sarà tardi». Sono tre padri di famiglia di Miseglia a parlare. Non sembra che chiedano la luna, ma di eliminare il pericolo degli alberi. «Non vogliamo far passare l'inverno senza agire. Per primi siamo venuti da voi - conclude uno dei tre, ex cavatore ora pensionato - ma la prossima volta, se non vediamo nessun interessamento scriviamo al Prefetto e facciamo denuncia al magistrato, coinvolgendo sia l'amministrazione comunale, e quindi il sindaco, che i proprietari dei terreni dove sono gli alberi che rischiano di finire in strada».
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