Il Tirreno

Spunta un'altra firma sospetta

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SANITA’ APUANA. Gli ospedali di Massa e di Carrara Ieri la giunta regionale era in città e si è parlato anche dell’ Asl e del recente commissariamento

Ci sarebbe anche quella di un dirigente Asl nella lettera sul credito

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 MASSA. Giallo nel giallo. E al centro, ancora una volta, c'è la lettera con cui l'Asl 1 avrebbe chiesto alla Regione la copertura del credito da 60 milioni. Perché - questa la novità - in quella lettera non comparirebbe soltanto la firma della funzionaria regionale (che l'ha misconosciuta presentando un esposto per falso). Ci sarebbe, infatti, anche quella di un dirigente Asl.  Quel dirigente (avendone titolo) avrebbe scritto alla Regione chiedendo conferma dei crediti. Ma soprattutto - e qui sta un nodo importante - nelle righe scritte a Firenze sarebbe stata esplicitata una richiesta. Quella di inviare la risposta direttamente alla società di certificazione dei bilanci. La lettera, quindi, con tanto di timbro e firma della funzionaria (che appunto la misconosce) non sarebbe tornata in via Don Minzoni. Il condizionale è d'obbligo: il documento è nelle mani del sostituto procuratore Federico Manotti che, oltre a valutarne i contenuti, dovrà anche indagare sulle possibili falsificazioni.  Tutto sarebbe cominciato nel 2008: la posta di 60 milioni finisce nel bilancio dell'Asl 1 già in quell'anno. La società di certificazione Deloitte (che per quell'attività ha vinto una gara bandita dall'Estav, l'ente per i servizi di area vasta), chiede prova del credito. E proprio in quel momento sarebbe partita la lettera alla volta della Regione. In relazione al bilancio 2008 e non a quello 2009, ora revocato in autotutela. Una lettera in due fogli, uno dei quali scritto fronte retro e in cui sarebbe contenuta anche la risposta della Regione (vera o falsificata che sia). L'intestazione è dell'azienda sanitaria: la missiva sarebbe, infatti, partita da via Don Minzoni. E - qui il giallo si infittisce - sarebbe dovuta arrivare nelle mani della società di certificazione. Dal 2009, quando viene prodotta, rimane in un cassetto (dove e quale?) fino a tornare d'attualità. Nel 2010. Quando la Regione legge la relazione del collegio sindacale, punta gli occhi su quei sessanta milioni e misconosce il credito, definito anche ieri da Daniela Scaramuccia, assessore regionale alla sanità, «inesistente». Ecco allora comparire la lettera. Ma, e la cosa rende ancora più complicata la vicenda, tutte e due le firme (quella dell'Asl e quella della Regione) sarebbero, per così dire, strane. Alcune lettere dei nomi sarebbero doppie, come se più parole fossero state sovrapposte. La firma della funzionaria regionale sembrerebbe ricalcata, proprio come fa un bambino quando riproduce disegni che a mano libera non saprebbe fare. Non una quindi, ma due firme che potrebbero (e il condizionale è inevitabile) essere state falsificate. E adesso la magistratura dovrà capire il perché. Non solo: dovrà anche far luce sul fatto che il bilancio 2008 (in cui la posta di 60 milioni già compariva) sia stato certificato. Quando la lettera già ci sarebbe stata. Chiara Sillicani ALTRI SERVIZI A PAG. 15

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