Il Tirreno

Bramerini: male la differenziata. Baldini: dallo Stato tagli eccessivi

Rifiuti, verso un gestore unico Bilancio a rischio in Provincia

Problema rifiuti in primo piano
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Problema rifiuti in primo piano

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 MASSA. «Oggi ci sono in Toscana più di 40 soggetti diversi che si occupano di rifiuti. Troppi: dovranno ridursi a tre. Le aziende attuali sono troppo piccole, occorrono accorpamenti e razionalizzazioni». Così l'assessore Anna Bramerini ha delineato il futuro del ciclo dei rifiuti urbani in Toscana. Rifiuti: così non va. Ergo, anche nella nostra provincia dovranno scomparire e accorparsi Amia, Asmiu, Cermec, gestioni in proprio dei Comuni. Una necessità di cui la politica locale da tempo riconosce l'urgenza, ma che finora non si è mai tradotta in qualcosa di concreto. Ma, badate, avverte l'assessore Bramerini, «se il territorio non si prepara, i bandi per l'assegnazione dei servizi di raccolta e smaltimento li vinceranno le grandi aziende che già operano nel Nord Italia».  Un quadro preoccupante quello tracciato da Bramerini, che rileva come «la differenziata in Toscana sia ancora indietro» (e a Massa Carrara ancora di più) e come il 60% dei rifiuti urbani, compresa una parte della differenziata «finiscano ancora in discarica».  Provincia in crisi. Il problema della riduzione delle risorse trasferite dallo Stato alla Regione è tornato a tutti i tavoli tematici dell'incontro di ieri. E i tagli si ripercuoteranno pesantemente sulla Provincia: «Siamo a fare i conti - ha detto in proposito l'assessore provinciale Paolo Baldini, con 2 milioni in meno di finanziamenti dalla Regione a cui va aggiunto un meno 1,6 milioni di trasferimenti dallo Stato. In queste condizioni è davvero difficile chiudere il bilancio della Provincia».

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