Proteste
LA VICENDA
Due proprietà contese al centro della disputa
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AULLA. Un podere a Pontremoli e la quota nella proprietà di un negozio milanese appartenente a una società di cui Lumachelli era socio. Per l'eredità di questi beni è scoppiata la lunga disputa dopo la morte dell'uomo. A confrontarsi a colpi di carte bollate e querele i tre fratelli di Lumachelli esclusi dall'eredità, assistiti dall'avvocato Franco Perfetti, e l'altro fratello cui sono stati destinati gli immobili e la quota. Il fratello e l'avvocato Gianfranco Corradino (a cui era stata conferita la procura speciale contestata dai parenti di Lumachelli) erano stati accusati di circonvenzione di incapace: ma le loro posizioni sono state presto archiviate. Il notaio era stato chiamato in causa, in base all'articolo 479 del codice penale con l'accusa di falso ideologico in redazione di atti pubblici. A difenderlo gli avvocati Ezio Tomellini e Silvio Gabrielli. Per lui il Pm Rossella Soffio aveva chiesto 2 anni e 3 mesi. Il giudice Maurizio Maucelli del Tribunale di Pontremoli ha inflitto una condanna a tre anni. Ora si attende la motivazione della sentenza che Moricelli ha definito sorprendente. Il giudice ha 90 giorni di tempo per presentarla. Poi la palla passerà agli avvocati del notaio che in 45 giorni dovranno preparare l'appello al tribunale di Genova. G.D.
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