Sicurezza
LAsl commissariata E in tempi brevi la nomina di un nuovo direttore generale
10 milioni per i fornitori
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CASO ASL Il centro direzionale dellazienda sanitaria e sotto un medico in visita Un'erogazione straordinaria dalla Regione
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MASSA. La notizia è di quelle che fa riprendere fiato. «È pronto il decreto di erogazione straordinaria di 10 milioni, tra pochi giorni saranno disponibili i soldi per pagare i fornitori». Parola dell'assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia. Una frase che tranquillizza i fornitori dell'Asl che aspettano soldi da mesi. In alcuni casi anni. Ma a rasserenarsi sono anche i dipendenti dell'azienda. È proprio a loro, durante l'incontro di ieri, nell'Aula Magna della Scuola infermieri, che l'assessore ha voluto garantire «piena solidarietà e vicinanza da parte della Regione. Da quando è scoppiata questa questione - ha assicurato -le nostre giornate sono rivolte a risolvere quanto prima la vostra situazione. Il primo impegno è quello di fare chiarezza, capire come stanno le cose e dare soluzioni. Per tutti è stato un fulmine a ciel sereno, e per tutti è una situazione dolorosa: per noi che ci siamo trovati a dover avviare questo cammino, e per voi che l'avete scoperta da un giorno all'altro. Vi garantiamo il massimo impegno perché i servizi non siano ridotti, i fornitori siano pagati». Con l'augurio che il lavoro della commissaria, cui la Regione conferma «massima fiducia» possa finire quanto prima. Perché l'Asl abbia quanto prima un nuovo direttore. Ma come verranno pagati i fornitori e come sarà pagato coperto il buco? «Con le risorse messe da parte grazie a un'oculata gestione degli anni passati - ha puntualizzato l'assessore Scaramuccia - proprio per far fronte a situazioni di emergenza. 60 milioni di euro su quasi 7 miliardi di bilancio non mettono certo in crisi la sanità toscana», ha aggiunto. Una rassicurazione importante per i fornitori e una vera boccata d'ossigeno per le cooperative che più volte hanno confidato di vivere in emergenza e di rischiare tagli al personale. Un rischio che la nostra Provincia, in piena crisi occupazionale, davvero non può correre. Anche considerato che i dipendenti del terzo settore sono circa un migliaio. C.S.
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