Finanza
Sanità. Il consigliere Udc spiega che esiste un rapporto di corrispondenza tra le aziende e Firenze
«Lettere tra Regioni e Asl? Una prassi»
◗
OSPEDALE. Unimmagine dellentrata al Pronto Soccorso cittadino Marco Carraresi: inammissibile però che così si chieda la copertura per 60 milioni
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Agli occhi di tutti l'idea che un credito, oltretutto di 60 milioni, possa trovare giustificazione in una lettera meraviglia. Tanto più se per la lettera si fa spazio l'ipotesi di falso. Per questo, forse, l'opinione pubblica è rimasta sbalordita di fronte all'idea di un foglio di carta con cui la Regione (che quel documento non lo riconosce) avrebbe "garantito" il credito dell'Asl 1. Ma la cosa non avrebbe lasciato tutti a bocca aperta in quel di Firenze. Almeno così si deduce dalle dichiarazioni di Marco Carraresi, membro della commissione regionale sanità, in quota Udc. «La prassi della lettera - spiega - non è del tutto inusuale. Capita - aggiunge - che una lettera preceda o accompagni atti deliberativi». Insomma, l'idea di una missiva che, da via Don Minzoni parte alla volta di Firenze, ha meravigliato noi, che viviamo all'ombra delle Apune, meno chi bazzica i corridoi fiorentini. Insomma, tra le aziende sanitarie e la Regione ci sarebbe anche un rapporto di corrispondenza. Soprattutto in relazione alla necessità di ottenere fondi. Le aziende chiederebbero a Firenze la disponibilità ad eventuali finanziamenti o coperture di spese, magari per emergenze. «Anche perché - aggiunge Carraresi - ci sono casi in cui le assegnazioni iniziali (fatte, appunto ad inizio anno ndr) sono sotto stimate rispetto al fabbisogno dell'azienda sanitaria. È il caso - aggiunge - dell'Asl Apuana, di quella di Prato e di quella di Firenze». E quelle aziende, quindi, avendo meno risorse disponibili, di quante realmente necessarie, chiederebbero poi - questo si deduce parafrasando Carraresi - finanziamenti in corso d'anno. Nella delibera di giunta 118 del 23 febbraio 2009 si legge che circa cinque miliardi di euro costituiscono «il fondo ordinario di gestione da assegnare ad indice che si autorizza ad iscrivere nei bilanci di previsione 2009» delle Asl. Soldi che vengono riconosciuti da Firenze e assegnati ad ogni azienda (eccetto quelle ospedaliere). Alla nostra Asl - così risulta dall'allegato alla delibera - arrivano 304 milioni. Ci sono però - anche questo dato è contenuto nell'atto - 545 milioni circa «per il mantenimento dell'equilibrio economico e finanziario del sistema». Un fondo da cui "attingere" in caso di necessità. Non sarebbe, quindi, del tutto inusuale che le aziende, qualora valutino di non farcela con le spese, chiedano ulteriori finanziamenti. E in merito a quella richiesta ci sarebbe uno scambio di corrispondenza. E lo strumento della lettera non sarebbe così remoto o strano, prima di avviare l'iter vero e proprio di erogazione. Ecco perché quel documento in un primo momento non avrebbe destato grossi sospetti. Nella complessa vicenda a meravigliare non sarebbe tanto la presenza della lettera, ma il fatto che con la missiva si domandi la conferma di un credito di 60 milioni. Un aspetto su cui pone l'attenzione Marco Carraresi: troppi soldi per chiedere una copertura con una semplice missiva. Oltretutto la questione si fa complessa perché in questo caso si sarebbe chiesto per lettera (intestata azienda sanitaria) la copertura di un credito, legato alla gestione stralcio e già finito in bilancio nel 2008. Tanto che, mentre c'è chi parla di una missiva datata luglio 2010, non mancano chiacchiere sulla possibilità che l'atto sia stato scritto (o falsificato) uno o due anni prima. Ora si tratta anche di capire perché quel documento lo avrebbe mandato l'Asl richiedendo avvallo alla Regione e non la società di certificazione, la quale avrebbe dovuto fare le dovute verifiche. Insomma, perché la società avrebbe chiesto prova del credito all'Asl (che a sua volta si rivolge alla Regione) e non direttamente a Firenze? Ora tutte le carte, lettera compresa, sono nelle mani della Procura. Alla magistratura il compito di far luce sulla vicenda. C.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
