Gioco
L'emozione del maratoneta Paolo Barghini al Polo con la scaglia del nostro marmo
Barbara Monaco
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Paolo Barghini 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Groenlandia, Kangerlussuaq, il grande fiordo in lingua Kalaallisut: 15 chilometri dal Circolo Polare Artico. È qui che è sbarcato Paolo Barghini, il maratoneta carrarese, correndo per oltre 42 chilometri. Per Paolo Barghini, l'ottimo risultato di 2º assoluto (superato soltanto da un Inuit che, quindi, giocava in casa), correndo per oltre 42 chilometri. «Resta solo un piccolo rammarico - afferma il campione - quello di aver avuto una piccola crisi al 29º chilometro; se così non fosse stato adesso staremmo parlando di un altro risultato». Un'esperienza assolutamente eccezionale questa, assicura egli stesso, poiché, seppur correre a 50 gradi sia estremamente più difficile che farlo a temperature polari (la conferma comunque potremo averla solo da qui a due settimane, quando Barghini partirà per il Polo Sud con temperature ben più proibitive dei -10 affrontati nell'Artico), a Kangerlussuaq l'atmosfera è quanto mai surreale. Il villaggio, di appena 600 anime, vive di fatto all'interno dei locali di una grande base dismessa. Un centinaio i maratoneti provenienti da tutto il mondo. Entusiasti della visita gli abitanti locali e, ancor di più, della consegna della scaglia di marmo al Capo della Comunità. Una pietra sconosciuta, più candida della calotta polare, che è riuscita a meravigliare tutti e, a far strappare una promessa allo stesso Barghini. Albricht Kreutzmann, a capo della comunità, ha espresso il desiderio di ricevere ulteriore materiale relativo alle nostre montagne.
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