Sicurezza
I finti agenti segreti confessano
Fabio Calamati
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La conferenza stampa dopo gli arresti Sotto, lavvocato Luca Magni Dopo gli interrogatori, chiesta la scarcerazione per il capo
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PISTOIA. Sta collaborando in pieno con gli inquirenti Alessandro Melani, l'imprenditore pistoiese di 47 anni accusato di essere il cervello della banda di sedicenti 007 che hanno inanellato in tre anni una raffica di minacce, truffe ed estorsioni ai danni di commercianti, imprenditori e professionisti di Pistoia e anche di altre province. D al 2 agosto in carcere, raggiunto sabato da una nuova ordinanza di custodia cautelare, Melani ha risposto martedì a tutte le domande del pm titolare dell'inchiesta, Francesco Sottosanti, e del gip Matteo Zanobini. L'uomo ha ammesso tutti gli atti di cui viene accusato e sta collaborando pienamente con le indagini. Proprio per questo il suo legale, Luca Magni, ha presentato istanza di scarcerazione sulla quale il gip Zanobini dovrà pronunciarsi nei prossimi giorni. Magni precisa però che l'entità delle somme indicata dagli inquirenti come frutto dell'attività della banda - un milione di euro circa - sarebbe da ridimensionare. «Le estorsioni, o per meglio dire, le truffe verso persone esterne al gruppo - spiega - fruttavano non più di qualche migliaio di euro. Somme più rilevanti sarebbero invece uscite dalle tasche di altre persone coinvolte nella banda, alle quali venivano spillate cifre anche consistenti prima della "affiliazione" ufficiale. L'avvocato sottolinea anche la necessità di approfondire la valutazione psicologica del suo cliente. «Non per cercare facili scappatoie rispetto alle responsabilità - sottolinea - ma per capire come sia avvenuto che una persona del tutto normale sia rimasta imprigionata in questa vicenda». In carcere da agosto, Melani è sostenuto dalla famiglia, che non lo ha abbandonato un attimo. Dopo il colloquio con pm e gip, è stato scarcerato anche il secondo componente dell'organizzazione, Massimo Del Moro, l'ex bancario di 39 anni, abitante a Larciano. Ora si trova agli arresti domiciliari nella sua casa, ma ai magistrati ha ammesso di aver partecipato alle iniziative criminali di cui è accusato insieme agli altri membri del sodalizio. Misure attenuate anche per il terzo pistoiese coinvolto, un esercente di 28 anni che era agli arresti domiciliari e che adesso deve solo osservare l'obbligo di firma. È difeso dall'avvocato Elisabetta Vinattieri. L'attenuazione delle misure cautelari (tranne che per il Melani) fa pensare che gli inquirenti siano ormai riusciti a circoscrivere il perimetro delle gesta criminali del gruppo, il quale - in effetti - pare proprio non avesse reali collegamenti con ambienti malavitosi o anche soltanto equivoci. I contatti con i servizi segreti, le conoscenze altolocate nel mondo della magistratura e delle forze dell'ordine, insomma, erano del tutto inventati. L'inchiesta aveva preso le mosse nel giugno scorso, dalla denuncia presentata alla sezione di pg dei carabinieri da uno studente pistoiese che era stato avvicinato con una richiesta di 3.500 euro da un membro del gruppo. In cambio, l'"organizzazione" avrebbe "aggiustato" una querela presentata nei suoi confronti da una ragazza per violenza sessuale. D'accordo con i carabinieri, il ragazzo aveva finto di cedere alla richiesta e il giorno concordato per la consegna del denaro due componenti della banda erano finiti in manette. Due mesi dopo era toccato al Melani finire agli arresti, insieme ad un quarto componente dell'organizzazione, poi sottoposto agli arresti domiciliari e quindi al solo obbligo di dimora. «Quando ha capito di essere stato scoperto - spiega Luca Magni, il legale di Alessandro Melani - è stato lui per primo a ringraziarli, perché in quel modo sarebbe finalmente riuscito a uscire da una vicenda che, in qualche modo, aveva invaso e travolto la sua vita. Fino a tre anni fa, in effetti, il mio cliente era un normalissimo imprenditore, con un'attività economica tranquilla e senza problemi. Poi è arrivato un momento difficile a livello personale, al quale ha reagito lanciandosi in questa incredibile vicenda, di cui lui stesso non si capacita». Stessa vicenda per Massimo Del Moro, il 39enne bancario ora agli arresti domiciliari. «Una persona normalissima - commenta il legale Stefano Panconesi - che si è visto la vita distrutta da questa storia».
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