Il Tirreno

In tribunale. Testimonianza choc della donna: ero ossessionata, alla fine ho dovuto cambiare città

Minaccia la ex: ti violento e ti uccido

Le inviava anche ottanta sms in un giorno, 34enne a processo per molestie

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 CARRARA. Le ha mandato fino a 80 sms al giorno. La seguiva con la macchina e si appostava sotto la sua casa. Per mesi ha continuato a minacciarla: «Ti ammazzo, ti impalo Giuda». La ex fidanzata lo ha denunciato: l'uomo, un 34enne è sotto processo per molestie e minacce.  Per mesi ha continuato a minacciarla. Ma anche a tenerla sotto ricatto minacciando il suicidio: le inviava sul telefonino la foto dei Ponti di Vara scrivendole «ora mi butto di sotto». Una storia di persecuzione per la fine di un rapporto, dove non c'è di mezzo un matrimonio, non ci sono dei figli. Ma solo una storia d'amore finita dopo circa due anni e mezzo. Fra due ragazzi giovani. La donna, una 29enne, ha denunciato ai carabinieri l'ex fidanzato. Perché lui, dopo la fine della loro relazione, non si è dato pace e l'ha minacciata per un anno i fatti vanno dal 2007 al 2008 quando - è bene precisarlo - non era ancora stato contemplato il reato di stalking che è stato introdotto nel marzo del 2009. La donna (assistita dal legale Alessio Menconi) si è costituita parte civile. Ieri in tribunale ha parlato del suo «inferno». Un incubo suffragato da un volume pieno zeppo degli messaggini telefonici con cui l'ha perseguitata il suo ex. E la 29enne ha anche raccontato che, da quando è cominciata la vicenda finita in tribunale, ha dovuto cambiare città, abitudini e amicizie.  «Sono dovuta anche rimanere per tre giorni in casa, con le tapparelle abbassate - ha detto - dalla paura che lui sapesse che c'ero e venisse a importunarmi».  Una vicenda delicata e complessa è stata quella ripercorsa dalla giovane donna che, sul banco dei testimoni, è apparsa ancora molto provata dalla storia. Una storia di persecuzione che, e questo è emerso da alcune dichiarazioni del suo avvocato e dalla stessa donna, continua. Nonostante la denuncia e il processo in corso. Uno degli ultimi messaggi ricevuti dalla 29enne è, infatti, dell'agosto scorso.  «Ci siamo messi insieme nel 2004 - ha raccontato la donna - E ci siamo lasciati dopo due anni e mezzo. Dal gennaio del 2007 è cominciata un incubo fatto anche di 80 messaggini e telefonate al giorno. E ogni volta il mio ex parlava di morte: "Ti uccido e mi suicido, non arrivi alla fine dei tuoi giorni. Ti massacro di botte e ti violento". Questo era il tenore delle sue chiamate e dei suoi sms». «Me lo ritrovavo in pizzeria, quando uscivo con le amiche, spaccava le bottiglie, mi minacciava anche lì - ha continuati la donna - Sapeva sempre dov'ero, conosceva i miei spostamenti: scriveva che mi aveva messo il detective alle calcagna. Mi ha ossessionata, per avere una mia vita ho dovuto cambiare città».  Ma gli sms e le telefonate dell'ex fidanzato non erano indirizzate solo alla 29enne. Arrivavano anche a una delle sue migliori amiche: la stessa che lo ha denunciato ai carabinieri e che ieri è stata sentita in veste di testimone. «Mi chiamava a qualsiasi ora - ha dichiarato - e una volta ha scritto alla mia amica che mi avrebbe rapito e messo il coltello alla gola. A quel punto sono andata dai carabinieri».  Una vicenda delicata per cui ieri mattina il giudice Tori ha dichiarato chiusa l'istruttoria. Non sarà effettuato, infatti, l'esame dell'imputato visto che - come ha sottolineato il giudice - ieri non si è presentato all'udienza. Tutto è rinviato per la discussione al 19 novembre. A.V.

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