Il Tirreno

A Izet Halilovic erano stati trovati oltre 250mila euro in banca

Due valige di documenti in tribunale per evitare il sequestro al capo dei Rom

Gabriele Dini
Il tribunale di Massa dove ieri si è svolta l’udienza sul sequestro del denaro al capo Rom
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Il tribunale di Massa dove ieri si è svolta l’udienza sul sequestro del denaro al capo Rom

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 MASSA. E'arrivato davanti ai giudici con due valige piene di documenti per dimostrare che i soldi che gli sono stati sequestrati sono stati guadagnati.  La guardia di finanza nei giorni scorsi aveva sequestrato 250 mila euro depositati sul conto in banca del capo dei rom alloggiati al campo nomadi di Carrara, Izet Halilovich. Secondo gli investigatori, quel denaro era di dubbia provenienza.  Ieri in tribunale Halilovich - assistito dal suo avvocato Stefano Beretti - ha spiegato che gran parte di quel denaro proviene dalla vendita di una casa di sua proprietà, in Bosnia.  Ieri si è svolta l'udienza in tribunale. I giudici dovevano esprimersi sul sequestro preventivo della somma, avvenuto una ventina di giorni fa. Il tribunale si è riservato la decisione e si pronuncerà nei prossimi giorni.  I 250 mila euro sono stati trovati su un conto corrente aperto da Halilovich in una banca di Massa.  I controlli della guardia di finanza sono iniziati su input del sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, che ha chiesto un'indagine patrimoniale sui nomadi del campo Lavello a Carrara, in previsione della sua chiusura e del trasferimento nelle case popolari dei rom che non abbiano possibilità economiche.  Il sessantenne Halilovich, che è in Italia da 39 anni e da 30 è il capo della comunità a Carrara, ha anche portato documenti che dimostrerebbero la sua attività nel settore della lavorazione e vendita del ferro.

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