Il Tirreno

Caccia nella bufera, Pieroni spara a zero

Attacco alle altre associazioni venatorie da parte del segretario Confavi

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 AULLA. Non si placa la querelle sulla caccia in deroga allo storno. Stavolta è Alberto Pieroni, segretario regionale Cst-Confavi a intervenire in maniera assai dura: «Quante frottole sulla caccia in deroga allo storno - scrive Pieroni - certi dirigenti provinciali di associazioni venatorie che accusano politici e i loro dirigenti regionali non hanno nessun senso in quanto sapevano che i loro dirigenti regionali non avrebbero ostacolato i politici regionali, il loro tacito è come dire NO! Caccia in deroga allo storno: ai cacciatori prima gli è stato fatto pagare gli Atc e il tesseramento con polizza assicurativa; poi si sono allungati i tempi di convocazione in deroga e ancora, visto il pagamento degli Atc e il tesseramento, è caduto ancora il silenzio su tutto. Così, per l'ennesima volta, chi paga sono i cacciatori che invece di sborsare 50 euro, potevano usufruire delle 20 giornate senza pagare l'Atc. Chi chiede le dimissioni dei sui vertici di federazione, dovrebbe essere il primi a lasciare gli incarichi dirigenziali delle associazioni venatorie».  Pieroni continua: «Noi del Cst-Confavi da anni facciamo i codici per andare a caccia alla migratoria e agli storni, lo abbiamo anche pubblicato sulla stampa diversi anni fa e tutt'ora stiamo facendo andare tutti i nostri soci a caccia in tutta l'Emilia Romagna. I cacciatori che sono interessati ad andare a caccia alla migratoria e agli storni possono rivolgersi presso le nostre strutture. Ricordiamo inoltre che altre sei associazioni venatorie hanno aderito alla Confavi e siamo i secondi in Italia dopo la Federcaccia, con ben 83mila tesserati Cst-Confavi. Quindi ora tocca a voi cacciatori stare con noi Confavi-Cst o Federcaccia. Altre associazioni sembrano voler ostacolare il mondo venatorio e lo stanno dimostrando loro stesse come nel caso, appunto, della caccia in deroga dello storno».

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