La manifestazione
I nostri soldi-1. Il sindaco boccia il caro-bolletta che dovrebbe bilanciare i mancati ricavi di Gaia
«Basta, l'acqua ci costa troppo»
Cinzia Carpita
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Angelo ZubbaniZubbani: investimenti caricati sui cittadini, intervengano Stato e Regioni
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CARRARA. «Gli investimenti per gli acquedotti devono essere sostenuti perlomento in parte da Governo e Regioni, e non devono gravare esclusivamente sulle tariffe e quindi sui cittadini. Ora si è creata una situazione che non è possibile reggere: i cittadini risparmiano l'acqua, ma la pagano di più. Nella prossima assemblea di Ato dirò che i ritocchi tariffari, che non vorrei, siano almeno spalmati in molti anni, e nel frattempo si cerchino soluzioni». Il sindaco Angelo Zubbani boccia la stangata che si profila sulle bollette idriche, per il fatto che l'Ato deve - per legge - garantire i ricavi di Gaia, la quale ha introitato quest'anno 2 milioni di euro in meno dalla vendita di acqua, in quanto i cittadini ne hanno consumata meno del 2009. E per riequilibrare le entrate, è stata proposta martedì scorso all'assemblea dei Comuni, una revisione straordinaria delle tariffe. Un balzello medio di 11 euro a fine anno, oppure una spalmatura nei prossimi anni. La riunione è stata aggiornata. Zubbani critica questa situazione incredibile: «Essere vistuosi risparmiando il consumo di acqua, diventa penalizzante. Stato e Regioni danno incentivi amolti settori, dovrebbero darli anche a questo, soistenendo gli investimenti su depuratori e reti idriche, sgravando l'impianto tariffario che pesa sui cittadini». Zubbani fa anche l'esempio dei rifiuti solidi urbani: «Va bene il porta-a-porta ma che vantaggio avrà per i cittadini se poi non spingiamo sul riciclaggio? Quella dei servizi pubblici è una materia importante. I cittadini hanno aspettative che vengono continuamente deluse. I primi anni di Gaia no sono stati facili, ma ora si rischia che il ciclo che dovrebbe essere virtuoso diventi vizioso. Se i sindaci dell'Atop riterranno che Gaia non può fare ulteriori economie, allora si mettano le mani in tasca, vadano tutti nei propri consigli comunali e chiedano la ricapitalizzazione della società, anche se poi la pagheranno i cittadini». Una consapevolezza che Zubbani mette alla fine di questo ragionamento. Per cui l'unica fiammella che intravede è quella di una mobilitazione della politica a tutti i livelli, per smuovere Governo e Regioni. «Occorrono risorse alternative, c'è un dibattito globale sull'acqua, il settore non può alimentarsi solo con le tariffe imposte alla popolazione».
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