Il Tirreno

«Augù, ci mancano le tue battute»

Rossana Lazzini
Alcuni momenti del funerale di ieri: a Mirteto c’erano centinaia di persone
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Alcuni momenti del funerale di ieri: a Mirteto c’erano centinaia di persone

Folla commossa al funerale del cavatore. Ancora gravissimo Morelli

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 MASSA. Augù ieri è tornato a casa per l'ultima volta. Prima di raggiungere il cimitero di Mirteto il corteo funebre per Augusto Ricci - il cavatore morto per le ferite riportate in un'esplosione avvenuta mentre lavorava in cava - si è fermato a Romagnano di fronte all'abitazione dell'uomo: davanti a quella casa dalla quale era uscito anche la mattina del 13 ottobre scorso senza più farvi ritorno.  Ad accompagnare Augù - così lo chiamavano gli amici - nel suo ultimo viaggio una folla immensa di colleghi, amici, parenti e autorità.  Il lungo corteo è partito alle 15 dall'obitorio dell'ospedale per poi passare da Romagnano e giungere infine al cimitero. L'Aurelia è rimasta intasata per lungo tempo a causa di quella fila interminabile di auto.  Tutti volevano salutare quell'uomo che dispensava sempre sorrisi e battute; quell'uomo grande e grosso che amava le gare e la velocità (soprattutto i rally) ma che, grazie alla sua generosità, era riuscito a far salire sulle auto da corsa anche i ragazzi disabili creando per loro un'apposita manifestazione (battezzata "Sorriso a 4 ruote").  Al cimitero la folla era impressionante e tutte le persone, tra le lacrime, ricordavano i sorrisi di Augusto. Ma quando il feretro è arrivato - portato in spalla dai colleghi cavatori e seguito dalla moglie Cinzia e i figli - è calato un silenzio fatto di rispetto e dolore.  Quando la bara è stata calata davanti alle autorità - tra gli altri c'erano i sindaci di Massa e Carrara e il presidente della provincia - l'anziana madre di Augusto si è fatta avanti cercando di abbracciare per l'ultima volta il figlio. Poi la donna si è seduta appoggiandosi sconsolata al suo bastone.  Commoventi gli interventi dei colleghi cavatori della cooperativa Gioia e degli amici dell'associazione rallysti. «Ci mancheranno le tue battute, i tuoi gesti, la tua energia. La tua vita è stata breve ma piena di soddisfazioni», ha detto prima di scoppiare in lacrime il presidente della cooperativa Gioia.  Poi sulla bara è stato posato un mazzetto di fiori bianchi: un dono della nipotina di Augusto.  In mezzo alla folla anche i parenti di Angelo Morelli, l'altro cavatore rimasto coinvolto nell'incidente. Ma lui non c'era perché è ancora ricoverato in gravissime condizioni nel reparto grandi ustionati dell'ospedale di Pisa.

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