Il Tirreno

La Cgil chiede un tavolo istituzionale

<b>SINDACATO.</b> Patrizia Bernieri segretaria generale della Cgil
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SINDACATO. Patrizia Bernieri segretaria generale della Cgil

E invita i sindaci a superare i campanilismi per garantire i servizi e i lavoratori

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 MASSA. Sulla complicata vicenda Asl, dopo l'incontro con la commissaria interviene anche la Cgil che non risparmia critiche alla politica locale. «Sono stati i sindaci - spiega la Cgil - a dire di aver raggiunto un accordo su un progetto comune per migliorare i servizi socio-sanitari della costa, nei primi mesi del 2009 ma nel tempo che è servito ad Obama per portare a casa la riforma della intera sanità statunitense, qui non si è riusciti neppure ad avviare il confronto con le parti sociali». E in merito all'incontro con la commissaria: «Ha evidenziato una pesante situazione debitoria - precisa il sindacato - ancora in corso di accertamento, ma anche una probabile riduzione di servizi nel 2011 determinata anche dalla manovra finanziaria che fa ricadere i suoi effetti sulle Regioni e le autonomie locali in modo devastante.  Finora - prosegue la Cgil - (la segreteria generale, la funzione pubblica e i pensionati) - abbiamo denunciato ritardi nella programmazione socio-sanitaria e distanza nella qualità dei servizi rispetto al resto della Toscana. Adesso temiamo che i debiti, saldandosi con le difficoltà della politica locale ad esprimere un governo ragionato ed unitario dei servizi, facciano pagare ai cittadini e ai lavoratori un prezzo doppio». Poi un invito alla coesione «di tutte le forze del territorio per evitare una degenerazione pericolosa. In questa Provincia, con le emergenze di Eaton, Nca, Ica e con miriadi di lavoratori invisibili che quotidianamente perdono il posto, non possiamo permetterci una crisi della Azienda sanitaria e del suo indotto che occupa un migliaio di dipendenti, peraltro con salari al limite della sopravvivenza».  La Cgil è preoccupata per i segnali provenienti dagli istituti di credito che non riconoscono la solvibilità dell'Asl e chiedono alle aziende la certificazione del debito». Poi l'attenzione va ai cittadini: «Non è pensabile una ristrutturazione della spesa che incida sulla quantità o sulla qualità di servizi già peggiori rispetto al resto della Toscana. Non sarà certo in sanità che accetteremo tagli e politiche di risparmio. Ora più che mai c'è bisogno di una condivisione piena delle responsabilità comuni da parte di tutti i soggetti del territorio senza rinvii e provincialismi. Chiediamo perciò al Presidente della Provincia un tavolo istituzionale sull'Asl alla stregua di quanto sta accadendo per Eaton. Occorre che le istituzioni locali mettano in campo tutta la loro autorevolezza per affrontare questa fase che richiede un continuo monitoraggio. Occorre, inoltre, che le amministrazioni si convincano a muoversi unitariamente».  Insomma, il sindacato evidenzia un'emergenza e chiede a tutte le autorità di fare la loro parte, insieme. Oltre i campanilismi. Per il bene della collettività e dei lavoratori.

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