Il dolore
«Concorrenza sleale a estetiste e lavanderie»
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Una lavanderia Confartigianato chiede più controlli: troppi operatori improvvisati
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CARRARA. Concorrenza sleale nel settore estetico, in particolare quello della ricostruzione delle unghie. E nelle lavanderie. A lanciare l'allarme è Confartigianato che chiede maggiori controlli. «Per quel che riguarda la ricostruzione delle unghie, pratica estetica molto diffusa, nell'indifferenza delle regole di settore continuano a lavorare impunemente operatori senza requisiti idonei, senza che alcuno controllo tenti di attivare un'operazione di ripristino alla legalità - si legge nella nota firmata dal segretario generale di Confartigianato Gianfranco Oligeri La legge regionale affida al Comune l'attività di controllo in ordine al rispetto dei requisiti, e con l'articolo 12 prevede sanzioni amministrative del pagamento al comune sede dell'attività di una somma da 3mila a 15mila, per chiunque esercita l'attività senza il possesso dei requisiti formativi». «Per quel che riguarda l'attività di Lavanderia a gettone, è essenzialmente la professionalità e la capacità di saper gestire i capi da trattare che distingue una lavanderia a gettone, o self-service, da un pulitintore con anni di esperienza alle spalle - continua la nota - Il settore della pulitintura investe in formazione, tecnologie, macchinari e prodotti di prima qualità. Soprattutto, possiede un requisito che nessuna automazione potrebbe avere: la conoscenza affinata dalla pratica e l'esperienza basata sulla soddisfazione del cliente. Il problema in sostanza è questo: pulisecco e lavanderia a gettone nascono per soddisfare esigenze diverse: una distinzione corretta, giusta nei confronti dei clienti e sancita anche dalla legge. Una distinzione che, però, dalle lavanderie a gettone é sempre meno rispettata. In violazione della normativa vigente, sempre più spesso questi servizi passano dal self-service al full-service: smacchiatura, lavaggio, stiro, ritiro e consegna a domicilio. Ricordiamo che le lavanderie self-service si affidano esclusivamente alle macchine, quindi la legge non prevede personale a disposizione dei clienti (vedi stiro, consegna, ritiro). In caso contrario, tali strutture rischiano di incentivare attività in nero e abusive». «I problemi si moltiplicano quando si affrontano i molteplici obblighi "ambientali" ai quali è sottoposta una pulitintolavanderia - sottolinea Oligeri - condizioni di sicurezza e igienico-sanitarie degli ambienti di lavoro, immissioni in atmosfera, scarichi idrici che aumentano i costi a carico dell'imprenditore per tutelare il cliente. Le attività self-service, invece, stanno invadendo il campo nel tentativo di offrire un servizio completo ma senza doversi sobbarcare tutti gli obblighi di legge. E questo non è corretto». «Gli uffici preposti sono i primi, spesse volte, a non essere messi nelle condizioni di conoscenza per distinguere le pulisecco tradizionali da quelle a gettoni - si chiude la nota - con conseguente proliferare di attività che sfuggono ai controlli. Riteniamo che tale situazione sia inaccettabile chiedendo da parte delle istituzioni preposte un intervento solerte al fine di sanare una confusione che pone sullo stesso piano la professionalità di imprenditori seri con l'attività di macchine programmate».
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