Il Tirreno

La sentenza: gli animali stavano bene

Con un blitz le tolsero i 25 cani che teneva in casa ma la pensionata è innocente

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 CARRARA. Teneva in casa, nella campagna di Battilana, 25 cani. Meticci di piccola e media taglia che potevano scorazzare in giardino e stare al riparo in un piano della sua abitazione.  Dopo il sequestro degli animali, da parte della forestale e dell'Asl, la 75enne, Maria Luisa Galeotti, era finita anche sotto processo. Con l'accusa di avere mantenuto i cani «in condizioni incompatibili con la loro natura». Gli animali le sono stati tolti lo scorso gennaio, non soltanto perché secondo le autorità, non erano tenuti in condizioni igieniche sanitarie adeguate. Ma anche perché alcuni di loro (secondo accertamenti), uscendo dalla proprietà della donna, in zona Muraglione, avrebbero anche morsicato persone.  Ieri il giudice Maurizio Mauceri ha assolto la 75enne: «perché il fatto non costituisce reato». Anche il pm ne aveva chiesto l'assoluzione.  Per l'epilogo della vicenda giudiziaria, la donna era assistita dall'avvocato Vanni Cecchinelli, è stata fondamentale la testimonianza del veterinario Roberto Scancella, venuto apposta da Roma dove fa parte del corpo Forestale intervenuto per il sequestro a Battilana. Il quale, come sottolineato anche dalla pm Lara Navarrini, che aveva richiesto l'assoluzione per la Galeotti, ha confermato che i cani non erano in cattive condizioni, ma affetti solo da dermatiti.  Nelle sue memorie difensive l'avvocato Cecchinelli ha sottolineato che: «Dal veterinario del corpo forestale è stato evidenziato che i cani vivevano bene, l'unico problema era l'igiene ma la Galeotti teneva molto ai suoi animali, dando loro da mangiare e da berte, tanto che il teste consigliò di non toglierle i cani: "PerchE' se no la signora muore vie solo per i cani"».  L'avvocato Cecchinelli ha chiesto anche il dissequestro dei cani e della proprietà della Galeotti: «In quanto - spiega l'avvocato - palesemente e totalmente ingiustificato».  «Gli animali - ha dichiarato il legale Cecchinelli nelle memorie difensive - scorazzavano liberamente in circa mille metri di terreno. Una parte, quella fronteggiante la strada, era occupata da rifiuti, ma risulta irrilevante visto che ne avevano a disposizione un'altra larga fetta, circa 800 metri». A.V.

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