Il Tirreno

Asl, ora arriva un esposto per falso

Chiara Sillicani   Francesco Fondelli
<b>OSPEDALE.</b> L&#146;entrata del Pronto Soccorso cittadino
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OSPEDALE. L’entrata del Pronto Soccorso cittadino

Nell'atto sui crediti c'è la firma di una funzionaria che nega tutto

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 MASSA. È chiaro: la Regione legge il bilancio dell'Asl, vede 60 milioni di crediti nei suoi confronti e interrompe l'iter di approvazione perché ritiene che quel credito non sia provato. Ma c'è di più. E lo si capisce ascoltando la relazione che l'assessore Daniela Scaramuccia ha presentato ieri alla commissione sanità e al consiglio regionale. Un documento di 6 pagine da cui emerge - seppur soltanto da accenni - che di "problemini" ce ne sono anche altri. E l'attenzione è focalizzata su operazioni di capitale e scritture contabili dell'azienda sanitaria apuana.  Oltre al credito c'è di più. «Nel bilancio - scrive l'assessore - sono presenti operazioni di capitalizzazione di dubbia correttezza il cui approfondimento potrà comportare rettifiche». Le operazioni di capitalizzazione sono quelle scelte dell'azienda che hanno, appunto, la finalità di incrementare il capitale. Le modalità per raggiungere l'obbiettivo non vengono però precisate. Non solo, Daniela Scaramuccia puntualizza che «la contabilità dell'Asl appare viziata da scritture contabili scorrette o improprie che rendono difficile la ricostruzione di alcune poste e richiedono uno specifico approfondimento al fine di comprenderne le ragioni».  Quei soldi c'erano già nel bilancio? Ma il nocciolo sono quei 60 milioni che - come sottolinea Stefano Mugnai (Pdl), vicepresidente della commissione regionale Sanità - sarebbero già comparsi nel bilancio 2008, ma nessuno se ne sarebbe accorto. Poi, quest'anno, arriva la relazione del collegio sindacale, con un esplicito riferimento al presunto credito. È allora che si accende un campanello. E scattano i dubbi. A complicare le cose c'è la nota dell'Asl proprio al collegio sindacale in cui si fa riferimento ad un documento con cui la Regione avrebbe riconosciuto il credito e autorizzato a iscriverlo in bilancio.  Si infittisce il giallo della firma e arriva un esposto. A complicare la vicenda, arriva una novità: in calce ai documenti, comprovanti il credito e per cui si fa spazio l'ipotesi di falso, ci sarebbe - secondo quanto riferito in consiglio - il nome di una funzionaria. Si tratta di Carla Donati, responsabile finanze e bilanci per l'assessorato al diritto alla salute nella precedente legislatura e oggi responsabile finanze bilanci dell'intera Regione. La funzionaria ha presentato un esposto per falso ideologico e materiale: quel documento non lo avrebbe mai sottoscritto «Alla base dell'esposto - ha spiegato l'assessore - anche «l'evidente irritualità formale della stessa lettera: carta intestata della Asl 1, nessun protocollo di ricezione, scorrettezze terminologiche, evidenza di documentazione ufficiale palesemente contraria».  Tutta la storia. Una vicenda davvero complessa che muove i primi passi nel luglio quando il bilancio arriva in Regione. E Firenze nota incongruenze. Tra questa anche una perdita di esercizio pari a 985 mila euro. La stessa evidenziata dal collegio dei revisori che, nella sua relazione, sottolinea anche «la mancata indicazione delle modalità di ripiano». Ma alla Regione, in particolare, non sfuggono i 60 milioni di credito per cui - ribadisce l'assessore - «non sussiste documentazione». Non soltanto, quei crediti sarebbero legati alla gestione stralcio e anche su questo la Scaramuccia mette i puntini sulle "i". Chiarendo innanzitutto di cosa si tratta: «Lo stralcio è costituito da crediti e debiti delle ex-Usl» fuse poi in un'unica azienda nel 1995. Azienda che quel fardello di debiti se lo sarebbe portato dietro. Lo strano, però, è che lo stralcio dovrebbe operare con un bilancio a sé «e le spese - puntualizza la Scaramuccia - sono a carico del bilancio regionale». Perché, dunque, quei soldi sarebbero finiti, invece, nel bilancio Asl? Insomma, un quadro complesso che avrebbe spinto Rossi a rivolgersi alla Procura, a inviare una comunicazione cautelativa alla corte dei conti, a diffidare la società di revisione e a chiedere approfondimenti al collegio sindacale.  La garanzia dei servizi. Nonostante le nebbie l'assessore assicura che «tutti i servizi sanitari saranno garantiti. Anche se commissariata, l'azienda continuerà a svolgere il proprio lavoro senza limitazioni. E un'erogazione straordinaria di cassa permetterà di soddisfare i crediti vantati dai fornitori e scaduti da tempo».

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