Sicurezza
Buco all'Asl, il giallo dei crediti
Chiara Sillicani
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LOSPEDALE. Lentrata del pronto soccorso cittadino L'azienda: la Regione ne aveva autorizzato l'iscrizione a bilancio
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MASSA. Bilanci di esercizio, stato patrimoniale, conto economico. Parole complesse per chi non mastica l'economia. Concetti di attualità da quando la Regione ha commissariato l'Asl per un presunto buco nel bilancio. A far luce sull'intricata questione aiuta la relazione del collegio sindacale. Quell'organo - come si legge anche sul sito dell'Asl - esercita il controllo di regolarità amministrativa e contabile sull'attività dell'azienda. È composto da 5 membri di cui 2 in rappresentanza della Regione, uno della Conferenza dei sindaci, uno del Ministero della Sanità ed uno in rappresentanza di quello delle Finanze. L'entità delle perdite. Nella sua relazione il collegio sottolinea che «il bilancio (chiuso al 31-12-2009 ndr) evidenzia una perdita di 985.644 euro, con un incremento negativo, rispetto all'esercizio precedente, di 215.571 euro, pari al 27,99%». Nella relazione stesa l'anno precedente, infatti, emergeva che la perdita nel 2008 era di circa 770mila euro. I crediti. L'Asl era stata commissariata da poco e già si faceva spazio la notizia che tutto ruotasse intorno ad una somma che sarebbe stata iscritta in bilancio come credito verso la Regione. Che - si deduce - quel debito però lo riconoscerebbe. E non si tratterebbe di spiccioli, ma di milioni di euro, addirittura 60. Leggendo la relazione del collegio, alla voce crediti, in effetti, qualcosa di interessante emerge. Si rileva, innanzitutto, che i crediti complessivi dell'azienda (al 31-12-2009) sono quasi 208 milioni di euro (vedi tabella accanto). E - dato non poco rilevante - di questi 22.690.028 sono crediti verso clienti e per servizi verso privati «compresi - si legge nella relazione - nella voce altri crediti entro 12 mesi». Il collegio però qualche dubbio su quei crediti lo solleva, rivelandone «la vetustà e - quindi - la necessità di un maggior controllo e rigore... nella valutazione e convenienza del recupero». Insomma, i sindaci invitano a valutare se quei crediti sono ancora esigibili e possono, in parole povere, entrare a tutti gli effetti nelle casse dell'Azienda. Si parla poi di 63 milioni di euro, indicati alla voce «crediti verso la Regione». Crediti che si tingono di giallo. Che siano quelli i soldi del presunto buco? Potrebbe essere. E il condizionale è d'obbligo perché il collegio nella relazione si sofferma anche su altri 60 milioni di euro che sarebbero inclusi, invece, nella voce «altri crediti oltre dodici mesi». In merito a quei soldi, si legge: «A seguito della mancanza di documentazione comprovante il citato credito, il collegio prende atto di quanto dichiarato dall'Azienda con nota Prot. (protocollo ndr) 272 del 22 giugno 2010. Dalla citata nota - continua il collegio - si rileva che la Regione, che detiene tale documentazione, ha autorizzato l'iscrizione dei crediti nel bilancio al 31 dicembre 2009, confermandone anche l'ammontare alla società di Revisione per il bilancio al 31 dicembre 2008». Insomma, per capirne di più servirebbe la nota dell'Asl in cui si spiegherebbe che la documentazione, prova dei crediti, ce l'ha la Regione che avrebbe anche detto sì all'iscrizione in bilancio. E qui sta il nodo della questione. Perché la documentazione di cui si parla potrebbe essere quella di cui recentemente hanno ampiamente scritto i giornali. Un atto regionale che qualcuno ha visto e descrive senza intestazione, con la firma tremolante del responsabile regionale e il timbro incerto. Documento che il presidente della Regione Rossi, infatti, non riconosce. A far luce, anche su questo aspetto, della complessa vicenda sarà ora la Procura. «L'indagine è aperta - spiega, infatti, il sostituto procuratore Federico Manotti (a cui si è rivolto Rossi) - ed è coperto da segreto istruttorio».
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