Il Tirreno

Bio in crisi, sos di Coldiretti

Coltivazioni biologiche nel futuro della agricoltura lunigianese
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Coltivazioni biologiche nel futuro della agricoltura lunigianese

Il progetto di rilancio punta sulla filiera corta

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 FIVIZZANO. Biologico in crisi e allora Coldiretti lancia un grande progetto di rilancio del settore agricolo.  La crisi e la difficoltà di spesa delle famiglie arresta la fase di crescita del biologico in provincia di Massa Carrara.  Dopo anni di crescita verticale, il 2010 registra una battuta d'arresto, come ha evidenziato lo studio della Coldiretti apuana presentato in occasione del Bio Day con gli esperti di Biocert. Le aziende biologiche passano infatti dalle 90 attive in provincia del 2008 alle 81 del 2009. Erano poco meno di 40 nel 2002. Aumentano abbastanza a sorpresa la superfici iscritte al biologico che passano dai 585 ettari del 2007 (3,20 ettari nell'area di costa) ai 675 ettari del 2009 con una crescita importante nella zona di costa che raggiunge i 15 ettari a biologico per effetto delle certificazioni di coltura viticole. In aumento anche le produzioni bio come l'apicoltura con i prodotti delle api e l'olivicoltura. Resistenze maggiori si riscontrano invece per quanto riguarda l'allevamento biologico di bovini e suini.  Il convegno promosso dalla Coldiretti ha guardato infatti in una doppia direzione: «sfatare il mito di una produzione di lusso e per pochi - spiega Francesco Ciarrocchi, direttore provinciale Coldiretti - ma far passare il concetto di un prodotto di altissima qualità e di alto valore etico e sociale; dall'altro favorire l'inserimento di più prodotti biologici nel circuito della filiera corta, e quindi, nei mercati di Campagna Amica e nelle mense delle scuole. L'agricoltura tradizionale e biologica sono la faccia della stessa medaglia, e non due entità separate. Da qui, partendo proprio dall'indagine, l'esigenza di costruire un progetto specifico per le aziende biologiche del territorio per arginare la tendenza da parte dei piccoli imprenditori che in questi ultimi anni hanno rinunciato, o rinunciano alla certificazione».  Ed è la filiera corta a rappresentare uno stimolo per le aziende, dice il presidente provinciale Coldiretti, Vincenzo Tongiani: «Essa può essere uno stimolo per il bio e per le imprese che hanno garantito un canale commerciale forte e radicato sul territorio. I punti di forza del progetto hanno come principio ispiratore quello di creare un servizio dedicato, verrà presentato entro la fine dell'anno, mettendo a sistema le risorse disponibili (assistenza tecnica, formazione, divulgazione) per sostenere le imprese certificate nella loro attività, oltre ad assicurare informazioni necessarie a chi vuole intraprendere per la prima volta il percorso bio».

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