Il Tirreno

Escavazione nel mirino. La responsabile del servizio Asl di sicurezza sul lavoro: situazione in peggioramento

Allarme, troppe terre alle cave

Cinzia Carpita
Terre derivanti dai lavori alle cave
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Terre derivanti dai lavori alle cave

Accumuli pericolosi. «Ai Ponti di Vara si è formato un altopiano»

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 CARRARA. E' di nuovo allarme terre alle cave. A lanciarlo è la responsabile del servizio Asl di sicurezza sui luoghi di lavoro, ing. Maura Pellegri, che ieri ha illustrato la situazione alla commissione comunale marmo. Le criticità principali sono ai Ponti di Vara «dove si sta formando un altopiano», ma si sono accumulare terre di scavo anche a Fantiscritti, e quest'estate a Lorano.  Oltre al rischio di frane a seguito delle piogge, e quindi di fango che potrebbe invadere le strade delle cave, l'ing. Pellegri ha spiegato che l'accumulo di terre, modifica il flusso delle acque di scolo. Per quanto riguarda i Pont di Vara è previsto un sopralluogo assieme agli addetti dell'ufficio cave. «Sappiamo che ci sono problemi per lo smaltimento delle terre, per motivi di mercato. Va quindi riposta - ha detto al Pellegri - molta attenzione, siamo in una situaizone di potenziale peggioramento».  La commissione marmo ha deciso di avere un confronto, nella prossima riunione, con il direttore generale del Comune, Marco Tonelli, che segue le questioni del settore lapideo relativamente alle competenze dell'amministrazione. Per quanto riguarda i detriti, - ha proseguito la Pellegri - c'è invece un'autorizzazione ad asportare un ravaneto antico presso i Ponti di Vara. Ma la dinamica delle escavazioni è molto complessa alle cave.  Altro problema segnalato dlala Pellegri: le strade delle cave. «Quella di Gioia continua a fare schifo. Ma in genere sono migliorate, anche le pareggiano con la terra, che poi quando piove viene giù. Lungo la via dei Piastriccioni ci sono problemi col materiale che viene scaricato».  Alla domanda del consigliere Tonarelli, se vengono rispettati i piani di coltivazione, la Pellegri ha risposto di sì, ma che il Comune si occupa di controllare i volumi di marmi asportati, mentre sulle fasi e le modalità di escavazione è l'Asl che compie verifiche per la sicurezza.  Il consigliere Bacci ha chiesto se ci sono margini per aumentare la sicurezza alle cave: «Le abbiamo pensate tutte - ha sottolineato Pellegri - Ciò che occorre sono controlli ampi. Abbiamo proposto uno studio del Monte Torrione in Garfagnana, nel suo complesso: è un monte affettato da più parti». Un progetto analogo riguarda il Monte Tecchione nel versante carrarese. Inoltre in novembre l'Asl ha programmato un convegno sul risultato di due progetti sugli stati tensionali». L'obiettivo è sempre quello della sicurezza, ma nella riunione della commissione marmo sono emerse anche altre criticità: trasferire al cavatore le conoscenze su come operare in sicurezza non è sempre facile. L'Asl deve ricordare in continuazione, alle varie figure professionali, cosa va fatto. Esempio: «Le protesioni alle macchine a filo vengono messe, ma non riusciamo a far capire ai cavatori l'importanza delle delimitazioni attorno ai macchinari».  La commissione ha parlato (senza entrare nel merito delle indagini in corso) dell'incidente del 13 ottobre alle cave di Gioia: uno dei due operai ustionati è morto. «Un incidente drammatico - ha commentato Pellegri - la polvere nera deve essera manipolata dai fuochini, che hanno un patentito che rilascia la prefettura». Angelo Morelli, ricoverato al centro Grandi ustionati di Pisa, tuttora in prognosi riservata, è fuochino. Ma non è ancora chiara la causa per cui sia partita la vampata, dentor il box prefabbricato, che ha investito i due operai.  La Pellegri, in commissione marmo, è apparsa molto toccata dall'incidente: ha detto che come servizio Asl, vengono controllati costantemente i vari segmenti dell'attività complessiva alle cave, ma che questo contesto non ha compreso la vigilianza sulle procedure relative alla manipolazione della polvere esplosiva. «Francamente, una responsabilità me la sento». Il servizio di sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro, in questi anni ha lavorato intensamente per diffondere la cultura della sicurezza nel settore lapideo. Quest'anno - ha concluso Pellegri - sono in corso incontro con i direttori di cava e anche esercitazioni con il Soccorso cave: «Più che i convegni servono queste iniziative».

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