Meningite batterica La giovane sta meglio e reagisce alle cure
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LA PROFILASSI. Un cartello in una foto darchivio e la sede dellufficio igiene in viale Democrazia Ma i medici non hanno ancora sciolto la prognosi Rientra l'allarme per il contagio in città
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MASSA. È ancora in prognosi riservata, ma sta meglio, la studentessa ventiduenne ricoverata per una meningite meningococcica nel reparto di malattie infettive. La ragazza ha accusato un malore nella mattinata di venerdì con vomito, forti mal di testa e senso di debolezza. I familiari hanno richiesto l'intervento del 118 pensando che si trattasse di un male di stagione. Ma i sanitari le hanno diagnosticato una meningite batterica. Immediato quindi il ricovero. Le sue condizioni erano gravi anche se i medici hanno più volte smentito che la giovane fosse in coma. Già da sabato il quadro clinico era incoraggiante perché nonostante la paziente fosse in prognosi riservata, il direttore dei presidi ospedalieri, Giuliano Biselli, definiva «buoni i parametri vitali». Il segnale positivo per i sanitari è che la ragazza sta reagendo positivamente alla terapia. Insomma, dal momento del ricovero, la studentessa è sottoposta al trattamento previsto da specifici protocolli sanitari. E il suo organismo sta rispondendo bene. Il caso della giovane massese è seguito costantemente da tutto lo staff del reparto di malattie infettive dell'ospedale cittadino. Al lavoro da venerdì anche i medici dell'unità funzionale di igiene pubblica: sono alle prese con tutte le persone che devono sottoporsi a profilassi per aver avuto un contatto «diretto e prolungato» con la ragazza. Duro lavoro anche per i sanitari dell'Asl 5 di Pisa (dove la giovane frequenta l'università) che hanno dovuto rintracciare tutti i docenti e i colleghi di corso. Rientra, intanto, l'allarme in città: la studentessa lunedì sera ha partecipato ad una festa di laurea e chi era con lei, complice l'ipocondria, è entrato nel panico. Centinaia le telefonate ai medici massesi e pisani. Anche ieri mattina parecchi ragazzi hanno chiesto chiarimenti ai medici del 118 e del Pronto soccorso, ma la situazione sta tornando alla normalità. Anche perché - spiegava il dottor Francesco Sacchelli dell'Igiene Pubblica - «l'incubazione va da 1 a 9 giorni, ma il picco è nei primi due».
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