Il Tirreno

Ricatta l'ex amante: arrestata

Una pattuglia dei carabinieri
◗
Una pattuglia dei carabinieri

Nei guai anche un'amica. Lui, subendo pretese di soldi, ha avvisato i carabinieri

2 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Dopo una relazione clandestina di dieci anni aveva deciso di interrompere l'idillio e tornare a essere un marito fedele. Ma l'uomo, residente nei pressi di Viareggio, è diventato vittima di richieste di denaro, sempre più pressanti, da parte dell'amante abbandonata, spalleggiata da un'amica. Le due sono finite in manette per estorsione.  «Dammi i soldi o dico tutto a tua moglie»: questo il ricatto messo in atto dall'ex amante ai danni di quello con cui fino a poco tempo prima aveva avuto una relazione clandestina.  Tutto è partito con una richiesta di 400 euro da parte della donna. Cifra che l'uomo ha pagato senza remore, soccombendo alla minaccia che i dettagli della relazione clandestina venissero rivelati ai familiari dell'uomo ed in particolare, neanche a dirlo, alla moglie.  La speranza era ovviamente che l'incresciosa situazione si sanasse definitivamente con un danno in fondo «minimo». Ma la speranza si è presto rivelata vana e l'uomo si è visto avanzare una seconda richiesta, questa volta di 2mila euro, ovviamente, in contanti.  Compresa la situazione e soprattutto capito che sarebbe stato di fatto impossibile uscire dal tunnel delle pretese della propria ex-amante, l'uomo si è presentato ai Carabinieri della sua zona raccontando tutto e sporgendo regolare denuncia nei confronti della donna.  Immediati i contatti tra i reparti territoriali dell'Arma ed i militari della Compagnia Carabinieri di Carrara, che, in abiti civili, hanno presidiato il luogo dello scambio, a Marina, intervenendo prontamente non appena avvenuta la cessione di denaro da parte dell'uomo.  E così a finire in manette sono state entrambe le "amiche-complici", arrestate dai carabinieri con l'accusa di estorsione in flagranza.  Si tratta della ex amante, 42 anni e l'amica, di 45 anni, entrambe casalinghe e residenti a Carrara. L'operazione finale è stata condotta del Nucleo Operativo di Carrara, con la collaborazione dei colleghi della Stazione di Massarosa, che hanno bloccato le due donne ancora intente a contare i soldi appena ricevuti.  Le attività investigative sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Massa, dal pubblico ministero, dottor Federico Manotti, che ha disposto la custodia delle responsabili presso i carceri di Pisa e Livorno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa