Il Tirreno

De profundis per le donne della Ica

Le donne dell’Ica di Pallerone durante un’assemblea e il sindaco Roberto Simoncini
◗
Le donne dell’Ica di Pallerone durante un’assemblea e il sindaco Roberto Simoncini

Nessun contatto con gli imprenditori modenesi interessati all'azienda

3 MINUTI DI LETTURA





 AULLA. Tutto tace attorno alla triste vicenda dell'Ica di Pallerone. Dalla politica ai sindacati, nulla è più dato sapere sul destino delle ex lavoratrici, 25 delle quali, da metà dello scorso luglio, avevano trovato una nuova occupazione.  Il problema, però, è che almeno una sessantina sono ancora in cassa integrazione, questa volta in deroga, fino al 31 dicembre.  Dopo quella data si staglia un grosso punto interrogativo, visto che o ci sarà una ulteriore deroga o si apriranno le procedure per la messa in mobilità, come noto spesso l'anticamera del licenziamento.  Le incognite, quindi, non mancano e se si prova a mettersi nei panni delle lavoratrici, ben si comprende cosa significa vivere appesi a un filo. In tutta questa storia, infatti, l'unica certezza risiede nel fatto che i capannoni di Pallerone sono desolatamente vuoti, mentre i macchinari all'interno sono stati già venduti da tempo.  Tra l'altro, sembrano trascorsi anni luce da quando la sala consiliare aullese si riempiva per manifestare la propria solidarietà alla lotta operaia, ma erano altri tempi, tempi di campagna elettorale appunto, tempi in cui venivano evocati fantomatici imprenditori modenesi che sembravano interessati a rilevare l'attività, ma di cui si è persa ogni traccia.  Sembra trascorsa un'eternità, ma era soltanto un anno e mezzo fa. Ricordiamo che la vertenza dell'Ica esplodeva clamorosamente nell'ottobre 2008, quando la storica attività, che produceva cablaggi per elettrodomestici, chiudeva i battenti per trasferire le proprie linee produttive in Romania, dove la manodopera costa sicuramente meno che da noi. La vertenza culminava poi in una manifestazione di piazza organizzata dalle operaie nei primi giorni del dicembre del 2008, manifestazione poco partecipata a causa della colpevole indifferenza di gran parte della popolazione. Un atteggiamento, quello assunto dai cittadini nei confronti della manifestazione, che fa ben comprendere, più di qualsiasi indagine sociologica, come le maglie della solidarietà si siano irrimediabilmente allentate nella nostra società.  Uno stato delle cose sconfortante e che ben si riflette nelle istituzioni: basti pensare allo scorso 21 aprile, quando le operaie Ica "occupavano" la sala consiliare del municipio aullese, lasciandovi appeso uno striscione rosso con la scritta "Lavoratrici Ica in lotta".  Una sorta di monito per le istituzioni locali, la cui assenza brillava di luce propria, visto che ad attendere le ex operaie c'era soltanto l'assessore alle attività produttive, Silvia Magnani. (g.u.)  Il sindaco Simoncini. Interpellato sull'argomento, il primo cittadino aullese non nasconde che la situazione dell'Ica stia peggiorando a vista d'occhio.  «Non si è più saputo nulla degli imprenditori modenesi che parevano intenzionati a occuparsi dell'azienda in prospettiva di futuri investimenti. Questo significa che, a meno di altri interessamenti, stia tramontando la possibilità di recuperare almeno una parte dei posti di lavori attualmente a rischio. Per il comprensorio aullese, ma anche per tutta la Lunigiana, la perdita di un polo industriale come quello di Pallerone rappresenterebbe un durissimo colpo». (f.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa