Il dolore
«Commercianti indifferenti al lavoro»
Gabriele Dini
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Gli operai allinterno della fabbrica Eaton occupata Le accuse di un operaio. Occupanti al freddo nella fabbrica
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MASSA. Nonostante il ritiro dei licenziamenti, l'occupazione della fabbrica Eaton va avanti. Ma l'arrivo del freddo sta creando qualche problema agli operai, visto che l'azienda ha staccato il gas e il sistema elettrico non riesce a sostenere l'utilizzo di stufette elettriche troppo potenti. Intanto un lavoratore scrive una lettera ai commercianti cittadini accusandoli di essere troppo distanti dai problemi del lavoro. Accuse ai commercianti. Un lavoratore della Eaton, Daniele Iacopetti, ha inviato una lettera aperta ai concittadini. «Mi chiamo Daniele, sono un ex operaio Eaton, sono sposato, ho una figlia e vivo in casa con mia mamma. Vi scrivo questa lettera accorata dopo l' ennesima manifestazione che ha attraversato la nostra citta, in sostegno alla vertenza che riguarda il mio posto di lavoro, e quello di altre 300 e piu famiglie, e che ci ha portato fino al tribunale, dove abbiamo avuto la causa con l' azienda per l annullamento dei licenziamenti. Vi prego di accettare il mio disappunto verso il vostro comportamento, di concittadini e comemrcianti: infatti dopo 2 anni anni continuate nel vostro menefreghismo a non darci supporto, anche solo morale, nella battaglia che stiamo conducendo per un fine nobile: il lavoro. Per l' ennesima volta i negozi della citta non si sono degnati nemmeno di abbassare le serrande, molti di voi hanno continuato a fare cio a cui erano interessati, come se il nostro problema non vi toccasse. Non credo che abbassare una serranda nel momento in cui passiamo, oppure fermarsi a parlare con noi, anche solo per darci una parola di conforto sia un grande sforzo. Solo poche mosche bianche che rappresentano le realta comemrciali della nostra citta ci hanno aiutato anche materialmente. Io non sono qua a chiedervi di offrirci il caffe o di portarci prosciutti per le notti che affrontiamo in fabbrica. Ma una tiratina di orecchie ve la devo fare, in senso amichevole si intende, e senza che vi offendiate mi auguro da oggi in poi di potervi avere al nostro fianco nella nostra lotta, che è sicuramente anche la vostra». Operai al freddo. Intanto la protesta nella fabbrica va avanti. Nell'assemblea di ieri gli operai Eaton hanno ribadito l'occupazione della fabbrica, nonostante l'azienda abbia ritirato, momentaneamente, i licenziamenti, dopo aver firmato un accordo con le sigle sindacali. In base a quanto spiegato da alcuni esponenti della Rsu, la multinazionale americana ha disattivato le linee telefoniche e ha staccato il gas nella fabbrica. Gli operai, che non potranno usufruire del sistema di riscaldamento centralizzato, si stanno organizzando con piccole stufe elettriche e coperte di lana. I lavoratori posizioneranno brande e sacchi a pelo in un'unica stanza, per cercare di scaldarla il più possibile. Ma portare calore in quelli stanzoni vuoti non è facile. «L'anno scorso - spiega un membro delle Rsu - avevamo il gas e tutto era più facile. Ma per quest'inverno sarà dura organizzarsi: gli impianti elettrici non funzionano più al massimo e quindi sarà difficile anche utilizzare stufette elettriche». Dopo la vittoria. Intanto, dopo l'accordo ottenuto in tribunale, gli operai stanno contando i giorni che li separano dal nuovo incontro con la Eaton. L'intesa prevede infatti una sospensione dei licenziamenti fino alla naturale scadenza del periodo di cassa integrazione (metà dicembre). Ma l'azienda, in caso fallissero i nuovi incontri del 5 e del 12 novembre (in cui dovranno essere portato possibili compratori o fatte offerte per alternative alla cassa integrazione in deroga) è pronta a mandare tutti a casa.
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