Proteste
Aperta la galleria più lunga
Cinzia Carpita
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Il traforo dellultimo diaframma della galleria Monte Greco, il sindaco Zubbani e operai che lavorano alla via dei marmi Il sindaco: per completare l'opera occorrono ancora 40 milioni
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CARRARA. A mezzogiorno e un quarto è stato traforato l'ultimo metro della galleria Monte Greco, la più lunga, a partire del Corvenale, della strada dei marmi. Il diaframma a circa 600 metri dei due chilometri del tunnel, è caduto sotto i colpi del martellone, e dall'altra parte, dove operava una ruspa, è entrata la luce dei neon che illuminavano i 1800 metri che portano all'Aurelia. Entro la fine del 2011 la grande viabilità marmiferà sarà completata. «Ma - ha detto il sindaco Angelo Zubbani - la preoccupazione è ora per i finanziamenti. Occorrono 40 milioni di euro per completare quest'opera da 130 milioni. Una parte saranno coperti con mutui che attiveremo, e per il resto speriamo che la Regione continui a sostenerci». All'inangurazione della Monte Greco c'erano tutti: lo staff della Progetto Carrara con la presidente Silvia Vanelli, i vertici di Assindustria, sindacalisti, assessori, consiglieri comunali, il sindaco di Massa Roberto Pucci, il presidente della Provincia Osvaldo Angeli, il vescovo mons. Santucci, l'ex sindaco Giulio Conti che posò la prima pietra (in verità dette una picconata) della strada, presso l'ex pesa di Miseglia; e tanti altri invitati. E c'erano gli operai: quelli che fattivamente hanno scavato per mesi e mesi. Proprio a loro è spettato il compito di far cadere l'ultimo diaframma e di suonare i clacson dei mezzi meccanici per annunciare il momento clou. Seguito da un grande applauso di tutti i presenti e da un brindisi. Alla fine il buffet servito in galleria. La Vanelli ha ringraziato gli operai, e nel momento dei festeggiamenti, c'è stato anche un pensiero a tutti i lavoratori che stanno vivendo momenti economici difficili nella nostra provincia, e ai familiari del cavatore Augusto Ricci, deceduto a seguito dell'incidente avvenuto in Gioia il 13 ottobre. «Le nostre cave - ha detto al Vanelli - hanno dato tanto, ma anche tolto tanto alla città». In quanto alla via dei marmi, la presidente di Progetto Carrara ritiene che è stata realizzata con la grinta tipica dell'imprenditore privato, con attenzione ai costi e alla tempistica. Angelo Zubbani da sindaco, ha però puntualizzato: «Quando c'è un "pubblico" che funziona non è da meno del privato. A dicembre 2009 è stato abbattuto il diaframma della galleria Macina, ora è stato fatto un altro decisivo passo, grazie al lavoro di molti. Un merito va riconosciuto all'ex sindaco Giulio Conti. Questa è una via specialistica (sul cui tracciato e progetto in passato ci sono state polemiche), ma non è solo un nastro trasportatore dalle cave al porto, spero che possa aprire una riflessione nel mondo imprenditoriale su cosa il settore può ancora fare al piano». Si riferiva alla trasformazione, cioè alle segherie e ai laboratori: segmento che si è diradato negli anni. Il sindaco ha anche chiesto alla popolazione che sta sopportando il traffico pesante e le polveri sottili in città, «di pazientare ancora qualche mese. Noi non abbasseremo l'attenzione sulle misure tampone per alleviare i disagi. Quest'opera rappresenta la fatica della città. Ringrazio la Adanti e tutti i ragazzi che hanno lavorato, la Progetto Carrara compreso l'ex presidente Italo Vatteroni». Secondo il presidente della Provincia, Angeli la scommessa della via dei marmi, che ha valore sociale e per il settore lapideo, è già stata vinta. Il sindaco Angelo Zubbani ha anche voluto sottolineare il fatto che «in un Paese con opere che si attendono per molti anni, come la Pontremolese o la Salerno-Reggio Calabria, qui siamo arrivati all'ultima galleria nei tempi previsti: vuol dire che molti ci hanno creduto, sindaci e Progetto Carrara. Il soggetto pubblico dimostra che quando vuole sa stare all'altezza degli obiettivi». Ma il Pdl scuote la testa. Il consigliere comunale del Pdl, Lanmarco Laguidara, era alla cerimonia, «Noi volevamo una via dei marmi meno costosa, più larga della attuale, e con meno gallerie. Invece abbiamo una Ferrari costosissima ma non abbastanza comoda. Detto questo, meglio avere un'auto che andare a piedi. Non c'è dubbio che la via dei marmi è necessaria, anche se noi l'avremmo fatta diversamente». Operai professionisti e nessun incidente. La MDM (di Salerno) con una ventina di operai ha lavorato all'opera dal luglio 2008. Il capo-imbocco Egidio Gencarelli dice: «Ho lavorato ad altri trafori, la prima volta in una galleria, avevo 18 anni. Ed è sempre un'emozione quando si abbatte l'ultimo diaframma. Dopo tanti sacrifici degli operai, siamo arrivati in fondo, e quel che più conta, senza incidenti. Gli operai sono professionisti, abbiamo anche lavoratori rumeni di cui siamo molto orgogliosi».
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